
Anche quest’anno il Campania Libri Festival, legato al capoluogo campano, alla sua seconda edizione, ha preso vita negli spazi del Palazzo Reale di Napoli: tra il 5 e l’8 ottobre, il festival letterario ha visto una straordinaria partecipazione, con migliaia di adesioni agli eventi in programma. Quattro intense giornate in cui è stato possibile immergersi, presso uno dei più affascinanti luoghi della città partenopea, nel mondo della letteratura contemporanea (e non solo), attraverso il labirinto di proposte editoriali all’interno del Cortile d’Onore.
Più di 200 incontri e laboratori, la presenza di autori amatissimi dal pubblico di lettori – tra questi, Benjamin Labatut, Irene Vallejo e Maurizio De Giovanni – e nomi importanti del panorama culturale italiano. Senza dimenticare la mostra dedicata a Italo Calvino, protagonista dell’edizione 2023 in occasione del centenario della sua nascita: “È tempo di librarti”, recita lo slogan del Festival all’insegna di quella “leggerezza” annoverata tra le Lezioni americane. Tra i numerosi titoli presentati, ecco alcune delle novità “poetiche” approdate a Palazzo Reale.
Interessante proposta sulla scena poetica è la raccolta Orme (EDDA Edizioni), che si distingue per la sua composizione in acrostico: Salvatore Rondello prosegue la sua esplorazione di una forma poetica oggi poco sperimentata. È con Vagazioni che Rondello è giunto finalista nel 2015 alla II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”; dopo Malatempora, Verticalità e gli Acrostici religiosi – tra i suoi lavori più recenti – stavolta, racconta, si è lasciato ispirare dai versi di Ugo Foscolo (Alla sera): “…Vagar mi fai co’ miei pensieri su l’orme che vanno al nulla eterno”. E così le “orme” che attraversano i diversi momenti della storia dell’umanità si tramutano nella chiave simbolica rintracciabile in ciascuno dei componimenti: ogni acrostico è una nuova sfida, un risultato unico che sa esprimersi visivamente oltre che con le parole. Come afferma il presidente della Fuis Natale Rossi, che ha dialogato con Rondello, Orme è “una testimonianza importante di come gli autori italiani riescono a fare uso della loro lingua”.
A presentare i Poemas para la rosa blanca, il poeta spagnolo Alejandro Duque Amusco, tra gli esponenti del “nuovo essenzialismo”, nonché premio Alfonso Gatto nel 2017. L’antologia offre una selezione di lavori editi e inediti di poeti contemporanei spagnoli, compreso lo stesso Duque Amusco, che ha curato il progetto insieme a Rosa Maria Grillo. La traduzione dei Poemas nasce da un’iniziativa della Fondazione Culturale Alfonso Gatto e del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, ed è risultato di un’esperienza didattica all’interno dei laboratori dei corsi di Lingua Spagnola dell’ateneo salernitano. Come suggerito dal titolo – che riprende i famosi versi ispirati all’amicizia del poeta cubano José Martì – la raccolta si propone quale mezzo di diffusione poetica e di confronto tra due universi letterari.
Intrisa di spirito partenopeo è certo l’antologia Napolis (Marlin Editore), che raccoglie le poesie edite e inediti di quarantadue poeti contemporanei che hanno trovato ispirazione nella città. A cura di Vincenzo Salerno, che nella sua introduzione accompagna il lettore nell’esplorazione delle mille sfaccettature storico-artistiche e letterarie di Napoli: così come ciascun autore offre un’interpretazione personale dei luoghi, delle tradizioni e dei personaggi partenopei, ma anche del proprio rapporto con la città. Presenti all’evento alcuni dei poeti coinvolti nel progetto, che hanno condiviso con il pubblico la lettura dei loro versi: tra questi, Claudio Pennino, Carlo Avvisati, Ferdinando Tricarico, Luigi Trucillo, Carmen Gallo ed Enza Silvestrini.
Un vero e proprio viaggio nel cuore di Napoli e della poesia.
di Annateresa Mirabella
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