
Dopo svariati mesi di dichiarazioni e anticipazioni finalmente Valditara attua le nuove riforme scolastiche. Da settembre 2020 nei licei è stata introdotta la materia più fallimentare di sempre: l’educazione civica. Per opera di Lucia Azzolina, all’epoca Ministro dell’Istruzione e membro del movimento 5 stelle, l’educazione civica nella pratica consiste nel perdere tempo con la lettura passiva di alcuni articoli della costituzione. Da settembre 2024, invece, viene introdotta nell’educazione scolastica l’attenzione per il concetto di patria e per il rafforzamento del senso d’appartenenza verso la nazione. Ma non è l’unica misura volta a rafforzare “l’talianità”: dopo il grande flop del liceo made in Italy, da quest’anno ci sarà il potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana ad alunni stranieri in orario extrascolastico.
Da tempo, poi, Valditara sta combattendo una crociata contro la tecnologia e il progresso. È così riuscito nel suo intento: con la circolare dell’11 luglio ha severamente vietato i telefoni a scuola in ogni caso, che sia per svago o per fini didattici. Potranno essere utilizzati pc e tablet, invece, sempre sotto la supervisione degli insegnanti.
Dallo scorso anno scolastico è stato introdotto il capolavoro, ovvero un contenuto di ogni genere che presenta la dote di ogni ragazzo e le sue singolari passioni. Come dichiara in modo molto teorico e poco pratico il ministero: «La scelta potrà riguardare un prodotto di qualsivoglia tipologia, realizzato senza limitazioni sotto i punti di vista della tecnica, dei mezzi realizzativi: la sua creazione, infatti, può avvenire anche fuori dell’ambiente scolastico, e può essere frutto di attività cooperative e collaborative». Questo “capolavoro” deve essere prodotto una volta all’anno per tre anni e deve necessariamente essere presentato ai fini della maturità. L’ennesima strategia fallimentare della scuola italiana.
È stata, infine, creata la nuova piattaforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicata a famiglie e studenti, chiamata UNICA, dove trovare gli orientamenti in entrata e in uscita, informazioni sui percorsi di studi e la possibilità – o forse l’obbligo – per l’iscrizione alle scuole di secondo grado.
Insomma tante le riforme del nuovo governo circa la scuola. A partire dalla primissima riforma del merito, cioè al taglio dei fondi investiti nelle scuole e sugli alunni, introducendo la carta del merito disponibile solo ai maturandi con un voto pari a 100, ed eliminando la carta della cultura, disponibile per tutti i 18enni in maniera indiscriminata. Fino ad arrivare all’ultimissima riforma “4+2” agli ITS, Istituti tecnici superiori, cioè all’introduzione di classi quadriennali da affiancare ad un biennio in una Academy.
Tra le riforme ancora in cantiere, invece, troviamo sia passi indietro del ministero che introduzioni di novità. Innanzitutto è possibile il ritorno, dopo il cambiamento dello stesso Valditara, ai giudizi sintetici, come ottimo, buono, sufficiente, insufficiente, alla scuola primaria in aggiunta per la descrizione del percorso scolastico. D’altro canto, il ministero starebbe pensando all’introduzione della “rieducazione nelle scuole”: una volta che l’alunno viene sospeso per un tempo determinato di giorni dalla scuola, dai 2 ai 15 giorni, sarebbero previste attività di cittadinanza solidale con enti esterni alla scuola.
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