
La terapia d’infusione di plasma iperimmune da soggetti convalescenti a pazienti infetti è relativamente nuova. Già utilizzata con successo durante le epidemie di SARS nel 2002 ed Ebola nel 2015 è ora al vaglio nel trattamento di pazienti affetti da Covid 19. Infatti, sono molteplici le sperimentazioni cliniche in corso nel mondo nella verifica dell’efficacia del trattamento. Al momento mancano, però, evidenze scientifiche conclusive e pertanto la terapia è da considerarsi sperimentale, come del resto lo sono tutte le terapie utilizzate nel trattamento del Covid. Sebbene i dati delle ricerche scientifiche sembrino evidenziare un buon livello di sicurezza, in Italia la terapia sperimentale procede a rilento.
Intanto all’estero l’utilizzo del plasma è già autorizzato da agosto dalla Food and drug administration, l’ente governativo statunitense che regola l’utilizzo di prodotti alimentari e farmaceutici, e che a oggi è stato infuso a quasi 90mila pazienti in più di 2.700 ospedali. Una sperimentazione di massa che ha portato alla sintesi di anticorpi monoclonali in sperimentazione dal 19 novembre scorso.
di Maria Rosaria Race
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