
Anche quest’anno il Festival di Sanremo ha avuto un enorme successo di ascolti per la gioia – in primis – dei suoi sponsor. E poi dei milioni di utenti social impegnati a sfogarsi dalla giornata del cavolo appena trascorsa. Tutto molto bello, spettacolo riuscito anche grazie ad un Blanco più nervoso che mai e un Gianni Morandi stile maggiordomo sul palco. Alla conduzione, quella vecchia volpe di Amadeus. Colpo “gobbo” del presentatore sfegatato interista per la scelta di Chiara Ferragni.
Insomma, il Festival funziona perché, nel bene e nel male, il direttore artistico in carica sa come costruire un evento monstre con ben 28 artisti in gara. Senza contare il Presidentissimo, gli ospiti e le altre comparsate. I numeri hanno ancora dato ragione ad Amadeus che nel 2024 sarà ancora al timone della nave sanremese.
Ma qui ci occuperemo solo delle canzoni in gara, perché in fondo Sanremo è il Festival della canzone. O no? E allora queste sono le pagelle “cattive” di cui mi prendo – come Fedez – tutte le responsabilità del caso. Dopo un attento ascolto a tutte le 28 canzoni in gara, sono arrivato alla constatazione che la maggior parte di esse presentano melodie trite e ritrite, già ascoltate o peggio ancora composte e confezionate proprio per l’occasione. Tanto per cambiare. Insomma, quelle canzoni tipicamente “sanremesi” che sono più insipide del pane che si mangia in Toscana. Nel dare un “giudizio” – ironico, sia chiaro, e sempre in base al mio gusto personale – ho trovato non poche difficoltà.
Di fatti, molti pezzi non li ho per niente classificati. Sarebbe stato bello ascoltare qualcosa di non ostentatamente sanremese. Ma mi rendo conto che gli Avion Travel e Giorgio Faletti difficilmente passano bene in radio e che la classifica finale corrisponderà più o meno agli streaming di Spotify. Il mio ascolto è stato quindi proteso a cercare qualcosa che sfuggisse al piattume della tipica canzonetta italiana. Non è stato facile.
Giorgia – voto 6: Mi ha irritato quel jingle tipicamente anni ’80 che ricorda le canzoni di Fausto Leali. Voce uguale a quella dell’inizio della sua carriera, indistruttibile. Canzone che non mi ha fatto impazzire particolarmente.
Articolo 31 – voto 5: Un bel viaggio tra i ricordi in occasione della loro reunion dopo tante incomprensioni. Succede a chiunque di litigare. Succede di imborghesirsi.
Elodie – voto 7: Una delle autrici del testo, una rarità in questo Festival dove gli autori a volte non entrano nello schermo del gobbo da dove leggono i conduttori. Interpreta magistralmente il brano, che non è neanche tanto banale. Seduce, convince, canta da Dio.
Ariete – voto 6: Poteva osare, non lo ha fatto. Ma la canzone scritta da Calcutta punge, il testo sta perfettamente con la musica. Sarebbe stato bello un feat tra i due.
Modà – Voto 5: Kekko si conferma un ottimo cantante, come quelli che chiami per i matrimoni. Canzone che non si distingue dalle altre.
Mara Sattei – voto 6: Giuro che con il voto non volevo fare la rima con il suo cognome. Non male Mara, ma il fantasma della canzone costruita apposta per la kermesse ligure aleggia prepotente. Rimani sicuramente una promessa per la canzone italiana tutta ancora da scoprire
Leo Gassman – voto 4: Ragazzi, se metto su Spotify a caso ne trovo mille di canzoni uguali. Suvvia.
Cugini di Campagna – voto 5: Canzone moderna – tra gli autori La Rappresentante di Lista – che conserva gli acuti tipici della band in tacco vertiginoso e riccioloni folti. Una storia d’amore scritta sulla Lettera 22, una popolare macchina per scrivere meccanica portatile realizzata dalla società Olivetti. Fu uno dei prodotti Olivetti di maggior successo. La canzone non avrà lo stesso destino.
Mr. Rain – Voto 3: Okay, canzone con fini nobili. Parlare di depressione si deve e si può anche senza consultare i baci perugina. Non mi spiego di come Mr. Rain ha esordito con la sua prima canzone dieci anni fa, ma in dieci anni sembra ancora di sentire la stessa cosa. Lo aiuteranno gli streaming su Spotify.
Marco Mengoni – Voto “Fuori categoria”: Straordinario talento vocale, ma poi? Ho l’impressione che vincerà il Festival perché canta in maniera impeccabile e anche perché sembra un intoccabile. Ha cantato alla perfezione un brano che non aggiunge e toglie niente al Festival. Ma sono vecchio e mi piace Luigi Tenco, quindi…
Anna Oxa – Voto 4: Prepotentemente Anna. Sente la responsabilità della grande cantante e vuol far da maestrina alle più giovani. Se lo può permettere, a patto che eviti questi virtuosismi vocali altamente inutili e a strillare. Canzone complicata, è vero. Ciò non toglie che la Oxa poteva scegliere un brano più incisivo.
Lazza – Voto 6: Compito svolto. Promosso senza troppi commenti.
Tananai – Voto 5: Bravo per il video dedicato alla guerra in Ucraina. Non dico che doveva replicare Sesso Occasionale dell’anno scorso, ma non capisco perché non abbia voluto continuare una sorta di sperimentazione nel suo fare musica. Eppure, Sesso Occasionale – anche se è arrivata ultima – per me era davvero una delle poche interessanti. Insomma, un Tananai istituzionalizzato.
Will – Voto 5: Non so che dire.
Colapesce e Dimartino – Voto 8: Ecco, quando parlo di quella canzone che si distingue nettamente tra le altre, intendo la loro. Battisti, Battiato. Roba già sentita, certo. Ma sono gli unici che giocano con l’Orchestra, gli unici che sanno come inserire tematiche sociali nelle canzoni con la leggerezza di una hit estiva. C’è vita sul palco dell’Ariston. Se fosse un Festival serio, vincerebbero a mani basse.
Paola & Chiara – Voto “Anatema arriviamo!”: Ma siamo già all’Eurovision? No? Beh, potrebbero tranquillamente partecipare. Canzone perfetta per le discoteche. Gli amici dell’ Anatema ringraziano. E noi non vediamo l’ora di andarci a ballare.
LDA – Voto 2: Ottimo acquisto per il Fantasanremo però.
Madame – Voto 7: Una canzone interpretata con grande personalità. Brano che sorprende e non annoia. Continua così.
Gianluca Grignani – Voto 6: Canzone con un testo molto personale. Apprezzo la sua dignità. Unico rocker della kermesse, con il Maestro Enrico Melozzi danno vita ad un grande arrangiamento.
Rosa Chemical – Voto 6: Non mi ha scandalizzato. Io volevo scandalizzarmi. Canzone che doveva escludere nei riferimenti tutto ciò che è nazional – popolare. Ma okay, ti apprezzo.
Coma_Cose – Voto 8: Un piccolo resoconto di come stavano le cose quando, nelle loro relazione, è piombata una crisi. Ho apprezzato che di questo periodo ne hanno tratto una bella canzone.
Levante – Senza Voto: Non mi ricordo come fa la sua canzone, onesto.
Olly – SV – Come sopra.
Shaira – SV – Vedi sempre sopra.
Colla Zio – Voto “High School Musical”: Aspetto con ansia un duetto con Zac Efron.
gIANMARIA – Non ho sentito la canzone e non ho avuto genio di ascoltarla.
Sethu – 5: Avril Lavigne ci manchi.
Ultimo – Grazie mille per averci seguito in questa carellata di voti. Voglio solo rincuorare chi si dovesse risentire per queste mie pagelle. E trovo incredibile che davvero ci si possa prendere così sul serio quando qualcuno esprime solo dei gusti personali. Gusti personali che niente tolgono alle altre opinioni. Soprattutto se riferite ad un contesto che naturalmente si applica ad essere oggetto di sole opinioni e gusti personali. Sanremo è un girone infernale dove chi entra può uscirne vincitore, massacrato o, forse peggio, dimenticato. E nient’altro. Trovo imbarazzante anche doverlo scrivere, così come trovo imbarazzante che Fedez si debba assumere le proprie responsabilità in diretta dopo quello che ha voluto dire.
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