
Dopo le sconfitte contro Bologna e Brescia, si sperava che la GeVi Napoli dimostrasse orgoglio e reagisse per evitare il terzo KO consecutivo. Reazione che c’è stata a metà: ancora troppi errori difensivi le poche rotazioni condannano la squadra ad un’altra sconfitta. Adesso testa alle Final Eight, ma la sensazione è che si possa fare molto di più, in campionato.
L’inizio della gara, benché se ne dica, non è stato negativo per gli uomini di Miličić: è il classico canovaccio dei match della pallacanestro, vantaggio avversario e rimonta. In altre parole, la GeVi Napoli pur subendone 5 nei primi istanti recupera subito, dimostrando di essere in gara. Per dovere di cronaca, non bisogna omettere che la squadra gioca un gran basket in queste prime fasi della gara. L’acquisto di Markel Brown ha elevato il tasso tecnico della squadra, la coppia con Ennis funziona alla grande. Il primo quarto è un serrato testa a testa tra le due squadre, seppur già in questa prima frazione di gara inizino a vedersi le crepe difensive della GeVi Napoli. Crepe che diventano più evidenti nel secondo quarto, dove la difesa esce completamente dal match. Spazi molto, forse troppo ampi sui tiratori senza alcuna ragione tattica. Per non parlare della poca convinzione difensiva nelle penetrazioni avversarie in area. Secondo quarto da rivedere, GeVi a -8 da Cremona. Ed è qui che arriva la reazione di squadra, che in altri match non c’è stata: tiri da tre, alley-oop e schiacciate che fanno guadagnare il famoso “and one“, ossia il tiro libero aggiuntivo dopo un fallo su un canestro effettuato. Ed è testa a testa per tutto il terzo quarto, la GeVi non molla. E, almeno in parte, questo è l’atteggiamento visto nell’ultimo quarto, prima del tracollo finale. Il dispendio energetico, alla fine, è molto elevato, errori difensivi e match a Cremona.
C’è stata una svolta nell’atteggiamento della squadra, merito probabilmente delle parole del coach della settimana scorsa. E, per quanto l’acquisto di Brown sia da lode, esso da solo non è sufficiente. Bisognava attingere di più al mercato, anche quello dei svincolati, per conferire al coach sufficienti rotazioni. La squadra nell’ultimo quarto, sistematicamente, è in riserva. Non erano necessari grandi nomi, ma giocatori funzionali al progetto che uscissero dalla panchina. In tal senso, nel settore giovanile ci sono diversi giovani che potrebbero essere aggregati in prima squadra per far rifiatare i titolari. Uno su tutti, Ivan Druzheliubov. Classe 2005, 2.14 di altezza, un futuro titolare di questa squadra. A 18 anni, può iniziare a respirare l’aria da professionista. Dalla prossima partirà la Coppa Italia, di nuovo contro Brescia. L’ultima volta che Napoli partecipò, vinse il trofeo. Occorre rammentarlo.
Vanoli Cremona-Gevi Napoli 90-83 (20-18, 26-18, 19-29, 25-18)
Cremona: Adrian 11, Zegarowski 7, Pecchia 14, Denegri 19, Lacey 11, Piccoli 3, McCullough 13, Golden 3, Zanotti 3, Eboua 6. Coach Cavina.
Napoli: Ennis 21, Sokolowski 16, Pullen 15, Zubcic 12, Brown 11, Owens 6, Lever 2, Ebeling n.e., Mabor n.e., Sinagra n.e., Bamba n.e. Coach Milicic.
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