
Altra Scena è un progetto di agency musicale con base a Napoli, nato in modo spontaneo, come se fosse la risposta a un bisogno. Esso parte da un’idea di Benedetta De Martinis e Ilaria Frunzio, laureate rispettivamente in Media e Comunicazione Digitale e in Scienze Politiche, attive da tempo nell’ambito degli uffici stampa e degli eventi tra Napoli e Roma. La passione è stata unita alle competenze, mettendo tutto a disposizione del progetto e della scena emergente. Di base, le due fondatrici si circondano di musica da sempre, immerse in una rete fittissima di creatività di tutti i tipi, trasversale.
Il problema è che al Sud italia questa scena raramente viene vista e riconosciuta per quanto vale e per quello che è. In questo senso, il progetto è quasi la conseguenza di un’insofferenza che si vive sul territorio, dove mancano punti di riferimento per la scena creativa. Altra Scena si propone di includere quella parte di scena che spesso finisce per essere esclusa dalle barriere all’ingresso dell’industria musicale. Ma questo senso di insofferenza e di irrequietezza non sembra essere un solo ostacolo. «Tutta questa energia che ribolle vuole essere liberata, non si può più contenere. Vogliamo indirizzarla verso canali che possano realmente promuovere e valorizzare l’artista nella sua autenticità. Vogliamo occuparci di questo» dice De Martinis.
Per quanto riguarda il modo in cui vengono selezionati gli artisti rappresentati, ci sono situazioni differenti. In generale si punta sulla rete, che sembra essere l’infrastruttura più importante per il progetto, alla base di tutto. Alcuni artisti conoscevano già personalmente le fondatrici; altri si sono interessati al progetto chiedendo informazioni. Tra questi, diversi sono stati selezionati dal duo.
Creare una realtà del genere implica un rapporto molto stretto con la dimensione locale. «Noi crediamo che la nostra città sia ricca di spunti e riferimenti che vanno ben oltre la cartolina. Gli artisti napoletani hanno un’urgenza, quasi una fame di dire quello che sentono. Il contesto meridionale, in effetti, risulta particolarmente carente in quanto a luoghi di espressione» afferma Frunzio. Il progetto, quindi, si propone anche di rivalutare il territorio, soprattutto nei termini di accesso alla produzione e al consumo culturale. «Napoli è interessante perché offre un panorama artistico e musicale vastissimo e molto profondo, genuino, vero. Il problema è che è lasciato a sé, e il risultato è che l’artista che vuole promuoversi deve guardare fuori Napoli». Questo è il principale problema dell’industria musicale italiana di oggi: si sviluppa lontano e con delle logiche che Altra Scena rifiuta, posizione condivisa anche con gli artisti e i collaboratori. In generale, l’industria musicale, sia per gli artisti sia per i professionisti, ha un grave problema di accesso, che si manifesta anche in una confusione generalizzata. Sebbene produca ricchezza, essa si limita ad offrire situazioni generalmente precarie, in un clima di grande competizione dovuta anche al sovraccarico. La differenza, a detta di Altra Scena, si nota nel momento in cui un artista viene seguito.
Tenendo a mente la mission, Altra Scena vuole creare un punto di congiuntura tra la propria realtà e quelle che sono cruciali per l’industria musicale, facilitando in particolare l’accesso. «Sarebbe bello organizzare un festival, ma la città risulta un po’ carente dal punto di vista di eventi di musica live sani e sicuri. Vogliamo restituire ricchezza alla nostra città» continua De Martinis. Per il futuro, l’agency spera di arrivare ad essere non solo un trampolino di lancio, ma anche un polo d’attrazione da fuori. «Vogliamo arrivare ad avere una rete così sviluppata così che possano mettersi in moto processi che si autoalimentano a vicenda. Tra l’altro, è questa la logica della rete, della trasversalità, della circolarità. Il nostro obiettivo è arrivare ad avere abbastanza risonanza da non poter più dire che l’industria musicale non si sviluppa al Sud» conclude Frunzio.
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