
Ebbene si, il tempo dello smart working a buon mercato pare essere terminato. Dal primo settembre, infatti, le regole per i lavoratori cambiano. Cambiare forse è un termine inadatto, diciamo che la norma torna alla sua forma originale, richiedendo accordi individuali con i singoli lavoratori per il lavoro da casa.
Nei contratti dovranno essere esplicitati in maniera dettagliata le modalità con il quale il lavoro verrà svolto, palesando anche a tempi di riposo, reperibilità del dipendente e mezzi tecnici di cui quest’ultimo dispone.
Gli accordi sottoscritti dal primo settembre in poi avranno valenza quinquennale. È bene fare attenzione: in mancanza di accordi con le aziende il contratto per lo smart working non potrà protrarsi oltre il 31 agosto 2022. Nel caso in cui ci fosse la necessità di convertire o mutare contratti già esistenti, il termine utile per la comunicazione è il primo novembre 2022.
Ovviamente esistono delle fasce prioritarie per il lavoro da casa, sia per le aziende pubbliche che per quelle private, e sono rispettivamente: lavoratori con figli fino ai 12 anni, lavoratori con figli disabili gravi senza limiti di età, lavoratori disabili, lavoratori caregivers e lavoratori che fruiscano di permessi per assistere un famigliare disabile.
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