
Nell’ultimo ventennio, in Campania e in tutta Italia le sale cinematografiche sono in piena crisi. In Italia, agli inizi degli anni 2000 i cinema erano 1500, mentre ad oggi i “sopravvissuti” sono 1121. A Napoli e dintorni hanno chiuso l’Empire, l’Abadir, l’Alcione, l’Adriano, l’Amedeo, l’Ariston, l’Arcobaleno, l’Astra, il Bernini, il Fiorentini, il Fiamma, il President e il Roxy. Da più di 500 sale cinematografiche, in Campania ne rimangono poco meno di un centinaio. Sebbene la regione e il presidente Vincenzo De Luca abbiano stanziato circa un milione di euro di fondi per le sale, la sopravvivenza di queste non è scontata.
«I film cult – ci racconta Marilina Schiano del Cineteatro “La Perla” di Maurizio Capezza – sono quei film che hanno segnato la storia della nostra nazione e dell’uomo in generale. Ci danno uno spaccato dell’evoluzione sociale, personale, dei rapporti interpersonali e dell’inclusione, come “Quarto potere”, o quelli di De Sica. Tante persone e tanti ragazzi non conoscono certi temi» e perciò è essenziale per il cinema proporre film del passato che riesumano alla memoria certe tematiche, come ad esempio le Quattro giornate di Napoli. La responsabile dell’organizzazione delle rassegne e dei cineforum al cineteatro “La Perla” afferma che bisogna proporre alle scuole non sempre le nuove uscite, bensì in larga parte il cinema di spessore del passato.
Film come Casablanca o 8 e mezzo riescono a colpire anche i giovani «perché, come ci ricorda Vico, la nostra storia è fatta di corsi e ricorsi storici – continua Marilina Schiano – possiamo essere certi che in qualche maniera si ripresenterà, o si sta ripresentando, tutto quello che è accaduto in passato e il cinema quotidianamente lo ricorda a tutti noi». Ecco perché il cinema deve essere parte del bagaglio culturale di tutti.
Tuttavia, i cult, e il cinema in generale, sono importanti non solo per i giovani, ma anche per i meno giovani: «molto spesso assistiamo all’isolamento dei più anziani, poiché i figli non si prendono più cura dei genitori come una volta, perciò le rassegne sono anche un ottima occasione per socializzare, per esperire un cult-movie insieme. I nostri soci del cineforum si conoscono tutti e per ogni film organizzavano discussioni e dibattiti per discorre circa la pellicola». Questo perché il cinema è socialità.
Il cinema, dall’avvento dei social e delle piattaforme streaming, è in una crisi senza precedenti, perciò per sopravvivere «deve di anno in anno rinnovarsi con un costante cambio di prospettiva. I film della Cortellesi, “Io Capitano” oppure “La zona d’interesse”, hanno avuto grande successo poiché trattavano grandi argomenti, come i diritti delle donne, l’immigrazione o il genocidio nazista, ma da altre prospettive rispetto alla tradizione». Per avere successo nel 2024 bisogna guardare sotto altri punti di vista argomenti richiestissimi e già trattati. «Il passato non va assolutamente rinnegato, tuttavia bisogna notare e far notare anche il sentimento dall’altro lato della barricata, tramite un grande cambio di prospettiva».
«Anche un film che non ha avuto grande successo al botteghino, come il recente “Elemental” – sostiene Schiano – possono rappresentare un’occasione di apprendimento e di crescita per i bambini e i ragazzi». In particolare, il film Pixar, con un costo di 200 milioni di dollari e un guadagno flop di 500 milioni in tutto il mondo, è riuscito in ogni caso ad insegnare ai più piccoli gli elementi e soprattutto la relazione tra essi.
«Il cinema italiano è in crisi da molti anni – conclude l’esercente del cineteatro La Perla – anche se negli ultimi anni la cinematografia italiana sembra produrre di nuovo film di qualità, come “Nostalgia” o il già citato “C’è ancora domani”». Dunque, per salvaguardare le sale cinematografiche bisogna in primis spingere grandi film in uscita per supportare artisti, attori e registi di qualità, e poi proporre rassegne e cineforum che permettano di scoprire il nostro passato.
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