
Il medico urologo nella vita di una persona di sesso maschile rappresenta una chiave fondamentale per restare in buona salute. La figura dell’urologo, soprattutto dai più giovani viene strettamente legata solo a problematiche legate all’età avanzata, considerandolo prettamente un medico “dedicato agli anziani”. Nulla di più sbagliato: il medico urologo dovrebbe rappresentare “un compagno di vita” per l’uomo poiché i controlli regolari effettuati dall’urologo possono, in alcuni casi, salvare vite.
In compagnia del Dott. Donato Dente, primario dell’U.O. di Urologia Robotica e Endoscopica al Pineta Grande Hospital, abbiamo analizzato le nuove sfide dell’urologia, con un focus sulle nuove tecnologie applicate alla medicina.
Perché è importante il benessere urologico?
«L’urologo è un medico specializzato che ricopre un ruolo molto importante nella vita di un uomo, esso si occupa di tutto l’apparato genitourinario, e come sappiamo il benessere legato alle vie urinarie risulta essere fondamentale per la sopravvivenza. Inoltre, la figura dell’urologo è importantissima non solo per la sfera sessuale e la prevenzione di eventuali disturbi, ma soprattutto per la diagnostica dei tumori prostatici. Quest’ultimi sono divenuti la forma più diffusa di tumore tra gli uomini, ma oggi grazie alla tecnologia riusciamo ad avere innanzitutto cure più efficienti, ma anche diagnosi precoci che ci permettono di agire in modo più tempestivo. La visita effettuata regolarmente dall’urologo ci permette di prevenire il tumore prostatico, con vari strumenti come le analisi del sangue specifiche e soprattutto la visita specifica del tratto prostatico».
Possiamo sfatare il mito che l’urologia sia una sfera della medicina rilegata solo ai pazienti più anziani?
«La vita media degli italiani si è alzata notevolmente e quindi l’età dei pazienti che si affidano all’urologo è cresciuta. Oggi siamo in grado di operare pazienti anche di età molto avanzata, la tecnologia quasi non ci pone limiti. Inoltre, è cresciuta notevolmente la quantità di giovani che si afffidano all’urologo per la risoluzione di problemi come la prostatite, un’infiammazione che colpisce tantissimi ragazzi, che troppo spesso hanno difficoltà ad urinare a causa di uno scarso introito di acqua e di uno stile di vita poco corretto. L’urologo tratta tumori alla prostata e non solo, basti pensare ai reni, ai testicoli o all’apparato genitale. E in generale i tumori non seguono una fascia d’età regolare, colpiscono pazienti di tutte le età, come ad esempio quello alla prostata che oggi colpisce anche quarantenni, e lo fa con una malattia molto aggressiva. Sfatiamo il mito, l’urologo non è solo il medico degli anziani, è quello dei maschi in generale, di tutte le età con le singole problematiche».

Con il Dott. Dente abbiamo fatto il punto sulle nuove tecnologie utilizzate nell’urologia e i prossimi passi della ricerca scientifica.
L’intelligenza artificiale che contributo ha dato all’urologia?
«La tecnologia ha sicuramente dato un grande contributo, basti pensare alla robotica utilizzata per l’oncologia e per le operazioni in generale. Va sottolineato però che i passi in avanti in questo ramo sono limitati rispetto ad altre sfere della medicina, come ad esempio la neurochirurgia, dove ad oggi c’è già la possibilità di usufruire di macchine che godono di una intelligenza artificiale indipendente. La nuova frontiera della tecnologia rapportata all’urologia è rappresentata dalla produzione di macchine in grado di operare autonomamente. Purtroppo però non siamo ancora in grado di ottenere questi risultati dalla ricerca, che però va avanti e in un futuro prossimo si aprirà questa nuova sfida».
Quanto può influire uno stile di vita poco salutare con la salute urologica, e in che situazione versa attualmente la salute dei giovani?
«Lo stile di vita risulta essere fondamentale, soprattutto per la prevenzione di alcune malattie relative alla salute del tratto urogenitale. I giovani in troppi casi risultano non avere uno stile di vita molto sano, soprattutto relativo al consumo di alcool, che troppo spesso risulta essere eccessivo. L’alcool assunto in grandi quantità rappresenta un pericolo, può dare vita a numerose infiammazioni che possono creare disturbi non indifferenti e compromettere la vita del paziente. Inoltre, un altro dato fondamentale viene fuori dall’eccessivo consumo di droghe, soprattutto quelle leggere, che possono creare notevoli polemiche soprattutto relative alla sfera sessuale».
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