
Il Parco delle Terme di Agnano si arricchisce di una nuova area per il relax e il benessere: le Stufe di San Germano, un complesso unico al mondo di saune a calore secco naturale, grazie al particolare microclima generato dai soffioni vulcanici tipici dei Campi Flegrei. L’ambiente è composto da 5 stufe naturali a calore secco con sale comunicanti e temperature che variano dai 40 ai 75 gradi. Parliamo di saune naturali scavate nel tufo e alimentate da soffioni vulcanici ricchi di idrogeno solforato arricchito da naturali benefici minerali che, oggi come in passato, rappresentano un simbolo di armonia tra natura, storia e benessere in grado di offrire un’esperienza esclusiva e senza tempo a chi le visita.
In questo luogo suggestivo, storia, natura e relax si fondono in una esperienza senza tempo e tradizione e innovazione si incontrano per offrire un’esperienza senza pari che include:
Il complesso delle Stufe di San Germano si inserisce all’interno del Parco delle Terme di Agnano, area costituita oggi da 46 ettari di natura incontaminata, 72 sorgenti naturali, 2 parchi archeologici, 6 piscine termali, centro massaggi e trattamenti Spa, area Bistrot, area relax e solarium. La conca di Agnano rappresenta il più vasto bacino termale d’Italia, e le Terme di Agnano, con le sue 75 sorgenti di varia natura e caratteristiche, ne sono la massima espressione da millenni.
I primi a comprendere l’alto valore curativo, sia fisico che spirituale delle Terme di Agnano furono i greci: le più antiche testimonianze archeologiche ritrovate ad Agnano risalgono infatti addirittura al IV-III sec. a.C. Successivamente, i Romani cominciarono a costruire strutture per lo sfruttamento di queste acque portentose, e in età adrianea fra il 117 e il 138 d.C. edificarono un imponente stabilimento termale che si distingueva per la grandiosità dell’edificio, sviluppato su ben 7 livelli sovrapposti. La caratteristica era quella di poter riscaldare gli ambienti sfruttando il calore naturale che fuoriusciva dalla collina del Monte Spina, alla quale la struttura si appoggiava.
Famose e portentose erano le grotte a calore secco naturale di San Germano, che prendono il loro nome dal vescovo di Capua che qui curò un’artrite associata ad una malattia della pelle. Si tratta di soffioni boraciferi ricchi di idrogeno, solfuro e minerali che utilizzano un clima asciutto con una temperatura variante da 40 a 70 °C, creando un’umidità maggiore del suolo e stimolando la circolazione sanguigna. Secondo la leggenda, il vescovo Germano, recatosi nel sudatorio per curare un’infezione cutanea, incontrò l’ombra del diacono Pascasio, morto un secolo prima e condannato al purgatorio dall’antipapa Lorenzo. A quel punto Germano, impietosito dalle sofferenze di Pascasio, si raccolse in preghiera riuscendo miracolosamente ad ottenerne la liberazione e associando in questo modo, nell’immaginario popolare, la purificazione dello spirito e quella del corpo prodotta dal sudatorio.
Nel Medioevo, quando gli edifici dell’antica Puteoli e di Baia erano ormai andati in rovina, l’edificio di Agnano divenne il più rinomato complesso termale flegreo in attività. Intorno all’XI° sec., però, eventi geologici traumatici stravolsero l’assetto del territorio e modificarono la circolazione delle acque sotterranee favorendo la formazione di un grande lago, il lago di Agnano per l’appunto, che sommerse tutta la parte più depressa della piana.
Fu solo nel 1870 che si rivelò il patrimonio termale che il lago conservava ben nascosto, dopo che una legge del 3 maggio 1865 concesse la possibilità di bonificare il luogo a un imprenditore napoletano, l’ingegnere Martuscelli, che realizzò l’opera a proprie spese in cambio della proprietà dei suoli bonificati e delle terre demaniali circostanti.
La bonifica cominciò con lo scavo del traforo della collina di Montespina, fino alla spiaggia di Bagnoli, che venne aperto il 28 settembre 1870, svelando il grande segreto del Lago di Agnano: decine e decine di sorgenti termali disseminate su tutto il fondo, liberate dalle acque che avevano alimentato per centinaia di anni, ora sgorgavano e ribollivano naturalmente dal suono fangoso a temperature diverse. Ciononostante, in un primo momento nessun colse la portata di tale scoperta e fu necessario attendere più di 15 anni perché qualcuno pensasse di tramutare tanta ricchezza in qualcosa di produttivo. Nel 1887, infatti, il medico ungherese Giuseppe Skinner si recò ad Agnano e presentò il suo ambizioso progetto con l’idea di fare leva proprio sulle tante leggende del luogo.
Nei primi anni del 1900 un gruppo di imprenditori si decise finalmente ad investire propri cospicui capitali, e il 16 febbraio 1909 fu finalmente costituita la prima società Terme di Agnano in nome collettivo. Nel 1917, in pieno conflitto mondiale, la società fu messa in liquidazione e sostituita da una nuova azienda, Per le Terme di Agnano, in cui la Banca commerciale italiana era azionista di maggioranza.
Soprattutto nel Mezzogiorno, lo scopo di valorizzare e incentivare lo sfruttamento dello straordinario patrimonio idro-climatico, che rappresentava una concreta opportunità di sviluppo per le regioni più colpite dal conflitto appena terminato, rese le Terme di Agnano un esempio da seguire per tutte le stazioni termali e climatiche del Sud Italia. Strategica, in particolare, fu la decisione di tenere aperta l’attività termale tutto l’anno, grazie al clima mite anche in inverno, contrariamente alle grandi strutture del Nord Italia e di tutta Europa che diffondevano la cultura del termalismo solo nella stagione calda.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, gli stabilimenti vennero riconsegnati alla società termale, ad eccezione dell’albergo che restò requisito fino all’ottobre 1946. Ma la guerra fu una vera e propria sciagura per la società termale, che ne uscì sull’orlo di un fallimento economico evitato soltanto grazie alla riscossione dei canoni di fitto dei terreni dai coloni e alle prime indennità di requisizione. Con tali risorse riuscì ad avviare i lavori più urgenti per la ripresa dell’attività. Nel 1959 partì un progetto di sistemazione generale, urbanistica, turistica e termale di tutta la piana della bonifica e la progettazione esecutiva di un nuovo edificio che avrebbe contenuto entrambe le funzioni di stabilimento termale e di albergo. Nel 1964 fu demolita l’ala dei bagni della Casina di caccia, mentre nel 1978 furono realizzate le opere di rifacimento del reparto stufe.
Il nuovo complesso delle Stufe di San Germano è stato presentato lo scorso 30 settembre, nel corso di un incontro con la stampa al quale hanno partecipato Federica Vanacore (TDA, società concessionaria delle Terme di Agnano); Gennaro Rispoli (consigliere comunale, primario chirurgo ed esperto di termalismo); Giovanni Bartolo (architetto e già direttore tecnico delle Terme di Agnano); Mariolina Riccitiello (beauty specialist e responsabile dell’Istituto di Estetica avanzata). L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Casa Amalfi, Ferrigno, Mondadori Bookstore – Galleria Umberto Napoli; Strega e con Aloha catering.
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