
È denominato “Miglio d’Oro” il tratto di strada che, a braccetto fra Vesuvio e mare, abbellisce la Campania, regalandole alcune fra le sue più pregevoli testimonianze di architettura Settecentesca. Luigi e Carlo Vanvitelli, Ferdinando Fuga e Domenico Antonio Vaccaro sono soltanto alcuni dei nomi di grandi architetti da ricordare per rendere omaggio a questo prezioso scrigno nostrano, capaci di progettare splendide ville gentilizie fra i simboli più caratteristici della Napoli borbonica.
Sebbene le Ville, ad oggi, siano perlopiù in stato di abbandono, lo sforzo locale per cercare di riportarne alla luce i fasti è stato notevole, promosso negli ultimi cinquant’anni dall’Ente per le Ville Vesuviane, oggi diventato Fondazione. Proprio grazie ad una meticolosa attività di salvaguardia e promozione, attualmente sono quattro le ville accessibili al pubblico, in alcuni casi sedi istituzionali e capaci di ospitare svariate iniziative culturali.
È abbagliante lo splendore di tutto il patrimonio artistico culturale che la nostra regione offre, ed è affascinante pensare che è soltanto una fetta minima di tutto il suo effettivo potenziale. Il Miglio d’Oro ha una storia ben più lunga e ricca da raccontare. Ci auguriamo solo di poterla scoprire – e ammirare – presto.
di Teresa Coscia
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