
Abbiamo visto tutti in questi giorni le immagini preoccupanti che sono arrivate dall’Ecuador. Nel paese latino americano, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in uno studio televisivo durante la trasmissione prendendo ostaggi e minacciando il Presidente Daniel Noboa. Questo succede precisamente a Guayaquil, una delle città più colpite al momento nella lotta fra narcos. Ma questa non è la prima occasione in cui le guerre interne fra signori della droga causano scompiglio e danni irreparabili. Quello che si sta verificando in Ecuador è una vera e propria guerra civile fra stato e narcos.
Ma perchè l’Ecuador continua ad essere vittima della lotta fra narcos e patria di una criminalità ormai radicata? Basti pensare che Guayaquil oggi è il principale porto dell’Ecuador ed uno dei più grandi in tutto il Sudamerica, di conseguenza è diventato uno dei maggiori punti di importazione ed esportazione di droga. D’altronde l’Ecuador si trova proprio tra la Colombia ed il Perù, i primi due stati per produzione di cocaina. La criminalità è del tutto incontrollata, Noboa infatti, prima dell’attacco televisivo, aveva proposto un referendum proprio per irrigidire le misure prese nei confronti della criminalità organizzata, un passo che però è costato caro alla sicurezza del paese.
Come dicevamo, questo in televisione, non è il primo terribile attacco da parte della criminalità organizzata. La situazione penitenziaria ecuadoriana è disastrosa. Il numero dei detenuti è salito a dismisura e dal 2021 ad oggi, ci sono stati 11 massacri su larga scala nelle prigioni. Per capire quanto la cultura criminale sia intrinseca in questo paese, basta pensare ai candidati delle ultime presidenziali dove uno di loro, Fernando Villavicencio, è stato ucciso dalle gang di Narcos.
Il Decreto esecutivo presidenziale firmato da Daniel Noboa, precisamente il 3 maggio del 2023, dichiara le organizzazioni che citeremo a breve, come terroriste, indicando in Ecuador una situazione senza precedenti. Le organizzazioni sono: Aguilas – AguilarKiller – AK47 – Dark Knights – ChoneKiller – Choneros – Corvicheros – Cuartel de las Feas – Cubanos – Fatales – Gánster – Kater Piler – Lagartos – Latin Kings – Lobos – Los p .27 – Los Tiburones – Mafia 18 – Mafia Trébol – Patrones – R7 – Tiguerones.
Come dicevamo, i disordini più preoccupanti al momento sono causati dai problemi nelle carceri. Le numerose rivolte, accompagnate dei massacri, hanno portato all’evasione di due dei boss più importanti del narcotraffico ecuadoriano. Dal 7 gennaio 2024, i detenuti hanno occupato sei carceri impedendo così lo spostamento di altri prigionieri e permettendo ai boss di scappare. Parliamo di José Adolfo Macías Villamar, detto anche Fito e capo dei Los Choneros, e di Fabricio Colón Pico, membro dei Los Lobos. Un esempio delle prigioni occupate è quella di Turi, le guardie sono state disarmate e tenute in ostaggio, mentre altri membri del personale di sicurezza venivano direttamente giustiziati.
Queste non è la prima volta che il capo de Los Choneros scappa dal carcere, la prima è di preciso nel 2013. Stava cercando di scappare dal carcere di massima sicurezza di Guayaquil, dove era detenuto anche fino a qualche giorno fa. Viene poi beccato e riportato in prigione dalle autorità dopo 3 mesi, un tempo lunghissimo. El Fito stava scontando una pena di 34 anni dal 2011 per criminalità organizzata, traffico di droga ed omicidio. L’ultima evasione però, è quella che ha causato i veri disordini. Nonostante il presidente avesse promesso di separare i leader delle bande dagli altri detenuti, purtroppo il caos l’ha preceduto ed ora la situazione è fuori controllo.
Al momento le persone arrestate sono 14, ma gli scontri delle bande criminali hanno portato all’uccisione di almeno 10 innocenti. Tra rapine, caos nei luoghi di aggregazione pubblica e l’ultimo agguato in televisione, i gruppi di narcotrafficanti armati si sono insidiati in maniera permanente e dominante. Proprio in merito a questo, il Ministero della Salute in Ecuador ha sospeso tutti gli interventi e le visite mediche negli ospedali, dando una giusta priorità al pronto soccorso. La situazione è critica e la popolazione ha paura anche solo di uscire dalla propria casa.
Dopo aver evacuato il Parlamento ecuadoriano per ragioni di sicurezza il 10 gennaio, il Presidente Noboa ha dichiarato lo stato di emergenza per 60 giorni. Oltre al parlamento, sono stati evacuati gli uffici pubblici, chiusi scuole e negozi. Cosa più importante è stato imposto un coprifuoco che va dalle 23 di sera alle 5 del mattino. La situazione ecuadoriana è da incubo e Noboa ha dichiarato il conflitto armato interno, definendo questi gruppi criminali veri e propri gruppi terroristici.
Tra il 2020 ed il 2021 c’è stato un aumento del 180% degli omicidi in Ecuador e nel 2022 si registravano in media dieci omicidi al giorno. L’ordine del Presidente Noboa infatti è stato proprio quello di neutralizzare questi gruppi criminali. Bisogna però tener conto che una buona parte di politici e forze dell’ordine ecuadoriane, è profondamente corrotta. Insomma quello dell’Ecuador è un prospetto catastrofico, numerose carceri sono letteralmente in mano ai detenuti ed il narcotraffico è davvero troppo radicato. In più il periodo successivo al Covid-19 non ha aiutato l’economia, costringendo così Noboa a fare dei tagli alla sicurezza che oggi si fanno sentire.
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