
In Europa negli ultimi anni sale la percentuale dei minori che non fa utilizzo del preservativo o di qualunque metodo contraccettivo: l’educazione sessuale può invertire la rotta?
Gli ultimi dati completi dell’ISTAT del 2022 mettono alla luce che il 21,6% dei ragazzi e il 18,4% delle ragazze dichiara di avere avuto il primo rapporto sessuale completo prima dei 16 anni. Secondo una ricerca di fine agosto dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il quale si è basato su oltre 242.000 interviste a quindicenni di 42 Paesi, il 30% dei ragazzi e il 31% delle ragazze hanno dichiarato di non aver usato né il preservativo né la pillola contraccettiva durante l’ultimo rapporto. In questo modo si propaga un “diffuso calo dell’uso del preservativo”. Le cause di questa diminuzione d’uso naturalmente sono due: maggior numero di gravidanze indesiderate e maggiore rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili
In questa statistica l’OMS ha precisato le percentuali di tutti i paesi: la percentuale più alta di ragazzi e ragazze che non hanno utilizzato il preservativo durante l’ultimo rapporto sessuale è stata registrata nel Regno Unito, in Svezia e in Danimarca. Questi sono paesi in cui i programmi di educazione sessuale sono attivi da anni e cercano di essere completi ed esaustivi. Tuttavia, la percentuale parla chiaro: l’educazione sessuale non fa necessariamente la differenza.
Nel Regno Unito, ad esempio, l’educazione sessuale è diventata obbligatoria a livello nazionale dal 2020, due anni prima del report. In particolare prevedeva “Relazioni e Consenso”, “Salute sessuale e prevenzione”, “Sicurezza online” ed “Educazione emotiva”.
In Italia, invece, all’inizio di ottobre 2024, l’Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato, grazie alla firma di Francesca Ghirra, una proposta di legge per portare l’educazione sessuale a scuola.
Il testo della legge chiede l’introduzione di un’ora di educazione alla sessualità, nell’ambito dell’insegnamento della controversa educazione civica. «Come AVS sosteniamo la battaglia dell’educazione sessuale affettiva- dichiara Ghirra – Serve una legge per scardinare il paradigma patriarcale nella nostra società e una cultura che parta da scuola con processi educativi che insegnino ai bambini e alle bambine il rispetto dell’altro ma anche che li aiutino a trovare familiarità con il loro corpo. Abbiamo depositato una proposta di legge che affianca il percorso dell’educazione civica a un’ora di educazione alla sessualità.»
Alla luce delle statistiche e della continua diminuzione dell’uso del preservativo e, in generale, di ogni forma di contraccezione, implementare l’educazione sessuale in questo modo è davvero la strada giusta per fare la differenza?
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