
Esiste un Sud – specie nella nostra provincia – che non aspetta il permesso per esistere, che non cerca il consenso delle logiche di mercato e che rifiuta la retorica del profitto applicata all’anima delle persone. Questo Sud, a Marcianise, ha un nome ben preciso: Risvegli Culturali. Una realtà indipendente, autofinanziata e fieramente autonoma che dal 2002 mette insieme memoria locale e creatività giovanile, dimostrando che la cultura, quando è viva, è prima di tutto un bene comune.
Nata dall’iniziativa di un gruppo di giovani marcianisani desiderosi di respirare liberamente fuori dai compromessi istituzionali, l’associazione ha eletto il centro storico di Marcianise a laboratorio permanente di democrazia culturale.
Cineforum all’aperto, caffè letterari, laboratori, reading e archivi civici: ogni attività è pensata come spazio pubblico dove incontrarsi, discutere e progettare nuove forme di cittadinanza. Il cuore pulsante di questa rivoluzione gentile si trova nel centro cittadino. Qui hanno sede i progetti cardine dell’associazione: la Biblioteca “Federico Quercia”, nata nel 2011 e sostenuta dal fondatore Donato Musone, questa biblioteca privata aperta al pubblico e alle scuole è un presidio di resistenza letteraria. Dal 2014 è ufficialmente inserita nel Polo delle Biblioteche della Regione Campania e in quello Nazionale. Ideata da Musone già nel 1994 per infondere conoscenze nei giovani e “sfrondare” l’artifizio dal vero, la Collana Editoriale dialoga oggi con la Libreria Marthianisii, uno spazio di ricerca e scoperta focalizzato sulla storia locale e i temi civici. Il Centro Studi di Storia Patria si pone come un vero e proprio laboratorio civile in cui cittadini, studenti e ricercatori scavano nella “storia invisibile” di Marcianise e del Mezzogiorno attraverso fonti dirette, archivi familiari e testimonianze orali.

L’associazione crede fermamente che ogni comunità abbia un diritto inalienabile alla propria narrazione storica. Infatti, per coronare un anno intenso di attività, l’associazione ha dato vita alla prima edizione del Risvegli Fest 2026 – Musica, Cultura e Comunità presso il Palazzo della Cultura. Un evento, gratuito e partecipatissimo, presentato dal Presidente dell’associazione Raffaele Scauzillo, che ha unito la restituzione dei laboratori sociali (come le mostre del club di fotografia tra centro storico, campagne e area industriale) alla grande musica indipendente. «Nelle ultime ore ho pensato che “fest” richiami un po’ “rest”», ha dichiarato Scauzillo. «Quindi che la “restanza” diventi il centro di questa serata, perché creiamo senso di appartenenza: è la comunità di Risvegli che si riunisce».
Sul palco: radici, contaminazioni e talenti del territorio. La line-up del festival ha offerto una sintesi perfetta dei valori dell’associazione: Daniele Golino e Vincenzo Bellaiuto, due artisti marcianisani, rientrati per l’occasione, hanno aperto la serata con lo spettacolo “Il Re dei Granchi e altri incontri”, un racconto libero e complice tra lettura, interpretazione e musica. Morena Chiara e Luca Buono in arte semioblio, la cantautrice napoletana di origini brasiliane e il pianista di Marcianise hanno unito per la prima volta i loro mondi in un set acustico-elettronico inedito, portando la vena folkloristica sulle fragilità del nostro tempo con texture elettroniche. «È molto importante per un artista portare la sua arte in più ambienti possibili, a maggior ragione se gestiti da ragazzi e impegnati in iniziative culturali» ha rimarcato Morena Chiara, ricordando con affetto gli anni vissuti a Caserta.

Infine, Andrea Tartaglia, il cantautore e musicista flegreo che con la sua musica fonde radici napoletane e suoni del mondo, in un mix di ironia e riflessione, leggerezza e impegno. “Core”, un inno alla testardaggine di chi continua a credere nelle persone e nei luoghi d’origine, è diventata la colonna sonora di Risvegli Culturali. «Abbiamo sempre più bisogno che la cultura si risvegli», ha commentato Tartaglia a margine del live. «Quando un gruppo di ragazzi si riunisce e coltiva bellezza, va sostenuto. I focolai di bellezza sono quelli che ci possono salvare in questo mondo malato. La cultura dominante va in tutt’altra direzione, quasi offensiva per l’animo umano, invece eventi del genere lo nutrono».

Il Risvegli Fest si chiude così con un successo enorme, ma il lavoro dell’associazione non si ferma. Contro l’oblio culturale e l’omologazione dominante, i ragazzi di Marcianise hanno dimostrato che l’orizzontalità e la cura delle relazioni sono ancora gli unici strumenti capaci di generare una reale emancipazione collettiva.
di Maria Grazia Canzano e Gianmario Ricciardi
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