
Ci sono storie che non chiedono di essere raccontate: chiedono di essere ascoltate. È da qui che parte il lavoro di LERS Film, la realtà fondata da Raffaele Ceriello nel 2019 nata dall’incontro tra produzione cinematografica e formazione. Due strade che, nel suo percorso, non si sono mai davvero separate, perché per lui il cinema non è solo un prodotto da realizzare, ma un processo da condividere. Per Ceriello il cinema non è un esercizio estetico né un fatto elitario. È uno sguardo. Uno sguardo che prova a restare libero dalla retorica, che si avvicina agli ultimi senza trasformarli in simboli e che cerca la verità anche dove è scomoda, contraddittoria, difficile da maneggiare.
Raccontare significa prima di tutto conoscere: entrare nei contesti, attraversarli con rispetto, guardarli negli occhi senza giudicare. «Per conoscere quello di cui si parla bisogna guardarlo con uno sguardo puro», dice Ceriello. È nelle contraddizioni che, spesso, si nasconde la verità più autentica. I quartieri di Napoli Est, San Giovanni, i Quartieri Spagnoli non sono scenografie, ma luoghi vivi, attraversati da un’energia ruvida e contemporanea. Non c’è stata una scelta strategica nel lavorare in questi contesti: è stato quasi un richiamo naturale, legato a un certo tipo di storie e a un certo modo di cercare la realtà. È lì che LERS Film realizza laboratori nelle scuole, nelle associazioni, nei progetti di comunità. Non con la pretesa di fare gli educatori o di “salvare” qualcuno, ma con uno strumento preciso: lo storytelling.
La scena che resta più impressa è quella dei ragazzi che, fino a un attimo prima, sembravano distratti, irrequieti, lontani. Poi qualcosa cambia: nasce una curiosità autentica, il desiderio di capire, di mettersi in gioco. Non è una trasformazione spettacolare, ma è concreta. Il laboratorio può diventare uno spazio di riscatto, «un atto di ribellione ma anche di riscatto», spiega Ceriello. Anche solo avvicinarsi al cinema significa imparare a immedesimarsi, comprendere che non si è soli nella propria storia.
Un percorso altrettanto intenso è quello vissuto con un gruppo di donne del quartiere Sanità, impegnate contro la violenza domestica. Insieme, Raffaele Ceriello e l’attore e regista Vincenzo Pirozzi hanno accompagnato queste donne in un laboratorio teatrale culminato sul palco del Teatro Mercadante. Salire su quel palco ha significato provare a esorcizzare un dolore condiviso, trasformare un ricordo difficile in parola pubblica. Non spettacolarizzare la sofferenza, ma restituirle dignità.
Raccontare storie così delicate non è semplice. Significa mettere le mani nella vita degli altri, chiedere fiducia, accettare la responsabilità di ciò che si porta in scena. «Metti le mani nel dolore degli altri, quindi devono potersi fidare di te», sottolinea. E la fiducia si costruisce solo su un piano umano, prima ancora che artistico. Serve sensibilità, uno sguardo capace di restare aperto, di non cadere né nel giudizio né nella romanticizzazione.
Il cinema può essere uno strumento potente, capace di arrivare dritto al cuore e di aprire un dibattito, dentro e fuori di noi. Può offrire una visione diversa, ma non può sostituirsi alle politiche sociali, alle infrastrutture, ai luoghi di incontro di cui una comunità ha bisogno.
La missione di LERS Film è allora quella di un cinema popolare nel senso più alto del termine: non un’arte per pochi, non un linguaggio chiuso dentro cerchie ristrette, ma un racconto universale, semplice senza essere superficiale, capace di attraversare le stratificazioni sociali. Un cinema “porta a porta”, che parli alla pancia e alla coscienza. Perché, in fondo, abbiamo ancora bisogno di storie per riconoscerci. E quando una storia riesce ad accendere uno sguardo nuovo, forse un piccolo cambiamento è già cominciato.
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