
Ogni estate, migliaia di giovani italiani si apprestano ad affrontare uno degli eventi più significativi della loro vita: l’esame di maturità. Questo momento non rappresenta solo la conclusione del percorso scolastico, ma simboleggia un vero e proprio rito di passaggio, un evento carico di significati sociali e culturali che scandisce il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Arnold Van Gennep, eminente etnologo del XX secolo, aveva già evidenziato l’importanza dei riti di passaggio, rivelando come questi momenti di transizione siano fondamentali per garantire un cambiamento armonioso nella vita degli individui. Nel contesto italiano, l’esame di maturità incarna perfettamente questa funzione. La prova non è solo un test accademico, ma un’esperienza che separa i giovani dalla loro vita scolastica, li porta attraverso una fase di margine fatta di studio intenso e incertezze, per poi introdurli nel mondo degli adulti con nuove responsabilità e opportunità. Gli esami di maturità diventano un tema di discussione nazionale, un motivo di orgoglio per le famiglie e un trampolino di lancio verso il futuro per i giovani.
Diventa, pertanto, un momento per riflettere su quanto appreso, su chi si è diventati e su chi si desidera essere. È un rito che non solo verifica le conoscenze, ma celebra la crescita e la maturità raggiunta. Come testimoniano le parole di Sara, studentessa ad un liceo di Scienze umane.
«Gli anni delle superiori mi hanno aiutato a sviluppare una visione del mondo più ampia e critica. Venendo da una piccola scuola con i suoi problemi, ho imparato a riconoscere e affrontare le difficoltà con creatività. Mi hanno insegnato a non dare nulla per scontato e a cercare sempre di capire il contesto più ampio di ciò che accade intorno a me. Ho anche capito quanto sia importante il supporto della comunità e delle relazioni interpersonali nel superare le avversità. I miei professori hanno sempre sottolineato la necessità di aiutarci tra di noi nonostante tutto».
L’importanza di questo rito di passaggio va oltre l’individuo, coinvolgendo l’intera comunità. Gli esami di maturità rappresentano un momento di coesione sociale, in cui la società si ferma per sostenere i propri giovani. Le scuole diventano luoghi di intenso impegno e dedizione, e le famiglie si stringono intorno ai loro figli, offrendo sostegno emotivo e pratico. Fondamentali sono poi i modelli di riferimento per i tanti giovani, Sara parla dei suoi con tenerezza e gioia.
«Ho diversi modelli che ammiro. Una delle persone che mi ha sempre ispirato è la mia professoressa di storia. Non erano solo lezione con lei, ma veri e propri dibattiti. E noi la rispettiamo perché lei ha rispettato sempre noi alunni. La sua dedizione, la pazienza e la capacità di rendere ogni argomento interessante mi hanno spinta a considerare l’insegnamento come una possibile strada per il mio futuro. Ma anche mia madre, questo mio diploma è anche il suo».
E le paure? Sono tante per Sara e lo si vede dal viso, l’Italia si vanta dell’aumento del turismo, ma non dei suoi studenti tanto che molti scappano oppure restano, ma con poche opportunità. Vorrebbe insegnare, ma per diventare prof costa e allora abbiamo pensato al passato. Cosa diresti alla te del passato? «Di godersi ogni momento, perché passa più velocemente di quanto si possa immaginare».
Questo evento annuale rafforza i legami sociali e culturali, creando un senso di comunità e di speranza per il futuro. Ma dopo gli auguri dei politici cosa c’è per le ragazze e i ragazzi come Sara?
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