
L’industria della moda, un universo di creatività e stile, ha anche un lato oscuro che spesso viene trascurato: l’inquinamento ambientale. Il ciclo veloce delle tendenze di moda spinge al consumo eccessivo, incoraggiando gli acquirenti ad acquistare sempre più capi di abbigliamento che spesso vengono utilizzati solo poche volte prima di essere gettati. L’industria della moda si basa su una produzione intensiva che richiede enormi quantità di acqua, energia e sostanze chimiche.
La coltivazione del cotone, ad esempio, richiede un notevole consumo d’acqua e l’utilizzo di pesticidi nocivi per l’ambiente. La produzione di tessuti richiede l’uso di sostanze chimiche nocive come coloranti e solventi. Queste sostanze possono contaminare le acque superficiali e sotterranee, causando danni agli ecosistemi acquatici e alla fauna marina. Le fibre sintetiche, come il poliestere, rilasciano microplastiche nell’ambiente durante il lavaggio, che possono finire nei mari e negli oceani, danneggiando la vita marina. Tuttavia, negli ultimi anni, c’è stata una crescente consapevolezza sulla necessità di adottare pratiche più sostenibili. In questo contesto, il mercato del second hand si è rivelato una soluzione promettente, combinando la passione per la moda con l’impegno per l’ambiente.
Il mercato del second hand nella moda sta vivendo un periodo di crescita e popolarità senza precedenti. Stimato a 177 miliardi di dollari nel 2022, ha visto la sua crescita aumentare del 28% nel 2022 e le previsioni stimano che il settore dovrebbe progredire tre volte più velocemente del mercato complessivo dell’abbigliamento. Il 10% del mercato mondiale dell’abbigliamento dovrebbe essere costituito da abiti di seconda mano entro il 2024. Le generazioni giovani stanno abbracciando sempre di più il concetto del second hand nella moda e in altri settori.
L’80% dichiara di prendere in considerazione il valore di rivendita di un capo di abbigliamento prima di acquistarlo. Un’osservazione che mostra quanto questa abitudine sia oggi radicata nei giovani consumatori, che cercano non solo capi di moda accessibili e (più) sostenibili, ma anche un modo per aumentare il loro potere d’acquisto. Gen Z, come per i Millennial, vedono il second hand anche come un modo per ridurre l’impatto ambientale del proprio guardaroba. Sanno che l’acquisto di capi di abbigliamento di seconda mano riduce la domanda di produzione di nuovi prodotti, contribuendo così a ridurre gli sprechi e le emissioni di gas serra associati. Più della metà di loro è consapevole che il loro abbigliamento contribuisce al cambiamento climatico. Il 47% della Gen Z si rifiuta di acquistare da marchi e rivenditori di abbigliamento non sostenibili e l’83% ha già acquistato o prevede di acquistare vestiti di seconda mano.
Ecco perché negli ultimi anni, diversi marchi di moda hanno riconosciuto l’importanza del mercato del second hand e hanno introdotto iniziative per abbracciare questa tendenza. Il celebre marchio di jeans Levi’s, ad esempio, ha avviato un programma chiamato “Levi’s SecondHand” che permette ai clienti di acquistare capi di abbigliamento usati direttamente dal marchio. I capi vengono raccolti, valutati e resi disponibili per l’acquisto a prezzi convenienti, promuovendo la moda circolare e riducendo gli sprechi.
Allo stesso modo, il marchio outdoor The North Face ha lanciato “Renewed“, un programma dedicato alla vendita di capi di abbigliamento ricondizionati e certificati dal marchio stesso. In Italia sono diverse le fiere e gli eventi dedicati al mercato del second hand, offrendo un’ampia selezione di abbigliamento, accessori e oggetti vintage: Mercante in Fiera di Parma, Vintage Selection di Firenze solo per citarne alcune.
La Fiera del Vintage di Caserta è tra gli eventi più seguiti in Campania, un appuntamento capace di mobilitare decine di migliaia di appassionati. 8.000 mq di esposizione presso il Polo Fieristico A1 Expò in Viale delle Industrie (San Marco Evangelista, Caserta). Giunta alla sua dodicesima edizione, il 2-3 Settembre, la manifestazione continua a crescere, attirando oltre 300 espositori provenienti da tante Regioni e che rendono la Campania un vero e proprio riferimento per il settore vintage nel Sud. Al centro del progetto resta l’anima green che contribuisce allo stop del consumismo più sfrenato, sostenendo il riciclo ed il riuso. Prossimo appuntamento fissato al 2- 3 Dicembre 2023.
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