
Continua la guerra tra Hezbollah ed Israele, dall’alba di lunedì 23 settembre i raid israeliani hanno colpito ininterrottamente il Libano, precisamente il sud del Paese dei cedri e la valle della Bekaa, a est della capitale Beirut. Il ministero della sanità ha reso noto che sono morte 492 persone, fra cui 24 bambini e 42 donne, e che almeno 1.645 sono rimaste ferite. I raid israeliani hanno lasciato il Paese con il più alto numero di vittime giornaliere dalla fine della guerra civile del 1975-90. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, “il Libano sta diventando la nuova Gaza”.
Il portavoce dell’IDF, Daniel Hagari ha sostenuto che: “Tra le vittime vi sono numerosi terroristi che si trovavano accanto ai sistemi d’arma. In ognuna delle case colpite in Libano dall’aeronautica militare israeliana c’erano armi di Hezbollah”. In questo momento per Israele tutti rappresentano un obiettivo ed il premier israeliano Benjamin Netanyahu afferma: “Non aspettiamo la minaccia, la preveniamo, e continueremo a farlo. Ho promesso che avremmo cambiato l’equilibrio della sicurezza nel nord, ed è esattamente ciò che stiamo facendo”.
Intanto, la BBC riferisce di messaggi di testo e vocali ricevuti da persone che si trovano nel sud del Libano con l’avvertimento a stare lontane da “edifici residenziali usati da Hezbollah“. Secondo l’agenzia libanese Nna, si tratta di avvertimenti che arrivano da Israele ed è il primo avviso di evacuazione di massa riferito agli abitanti del Libano meridionale. Nel frattempo, sono migliaia le famiglie in fuga dal caos che si sta verificando nel Libano del sud e si dirigono verso la capitale, Beirut, dove alcune scuole vuole sono state allestite per accogliere gli sfollati. Il premier libanese, Najib Mikati, ha definito quella compiuta da Israele “una guerra di sterminio” e chiede aiuto alle Nazioni Unite per scoraggiare l’aggressione.
L’attacco alla rete di comunicazioni di Hezbollah ha procurato a Israele una vittoria tattica: le operazioni di martedì e mercoledì scorso mettono in luce la grande strategia di guerra israeliana. Ma questo ha veramente messo lo stato ebraico in una posizione di vantaggio? Il capo di Hezbollah, Hasan Nasrallah, ha detto giovedì che Israele “ha violato tutte le linee rosse“, facendo esplodere migliaia di cercapersone all’inizio di questa settimana, ammettendo che il partito ha subito un “colpo senza precedenti”. Ma Hezbollah non ha alcuna intenzione di scoraggiarsi. Nasrallah ha giurato che il gruppo risponderà agli attacchi israeliani.
Arriva domenica da Hezbollah uno degli attacchi più profondi su Israele con 150 missili nel nord del paese. Subito dopo l’attacco, il gruppo paramilitare libanese ha affermato di “essere entrato in una battaglia aperta di resa dei conti con Israele”. In sintesi, in una significativa escalation del conflitto, gli aerei da guerra israeliani hanno effettuato il bombardamento più intenso degli ultimi anni nel sud del Libano, mentre Hezbollah ha risposto con i suoi attacchi missilistici più profondi su Israele dall’inizio della guerra di Gaza. Ma lo spargimento di sangue non finisce qui.
Prima dell’attacco del 23 settembre, Israele, lo scorso venerdì, ha compiuto un attacco aereo su un quartiere di Beirut, la capitale del Libano. L’attacco ha colpito un grosso edificio residenziale a Dahieh, un quartiere della città con una forte presenza di Hezbollah, giustificando il bombardamento come un “attacco mirato“. Intanto, il ministero della Salute libanese afferma che il bombardamento ha ucciso almeno 31 persone, tra cui 3 bambini, ed ha causato decine di feriti. Infine, secondo Sky News Arabia, lo Sheik Ali Abu Riya, uno dei massimi funzionari di Hezbollah, è stato ucciso.
Rimane invece un mistero la sorte di Ali Karaki, numero 3 di Hezbollah e reale obiettivo dell’attacco. La battaglia tra Israele e Hezbollah è sempre più viva e necessita di un intervento urgente prima che la situazione diventi ancora più catastrofica di quanto già non sia. Nel frattempo, circa 35 razzi sono stati lanciati dal Libano verso la zona di Safed in Israele, hanno riferito le Forze di difesa israeliane, alcuni dei quali sono caduti in aree aperte vicino alla comunità di Ami’ad.
E mentre la tensione cresce tra Hezbollah ed Israele, quest’ultimo non si è certo fermato con i bombardamenti su Gaza. Netanyahu promette la vittoria su Hezbollah e sembra essersi dimenticato degli ostaggi, ma di Gaza mai. Qualche giorno fa l’esercito israeliano ha attaccato una scuola a Gaza City. Secondo le autorità locali ci sono decine di morti e feriti. Secondo le autorità locali ci sono stati almeno 22 morti e trenta feriti, di cui molti donne e bambini, ma l’IDF sostiene di aver attaccato un centro di comando di Hamas.
L’accanimento israeliano contro infrastrutture come scuole ed ospedali palestinesi, non si è mai fermato. Anche all’inizio del mese, un attacco israeliano ha colpito una scuola nel campo profughi di Nuseirat, uccidendo 14 persone, secondo i funzionari medici palestinesi. E questi sono solo due dei tanti. Intanto, l’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che cinque persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito stanotte una casa a Deir al-Balah. Le vittime sono una donna di 29 anni e i suoi quattro figli piccoli. Il bilancio dei morti a Gaza dal 7 ottobre arriva a 41.431 vittime e 95.818 feriti.
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