
LIBBRA, il festival di LI. Re, le librerie indipendenti di Napoli, torna con la quarta edizione allo Scugnizzo Liberato nei giorni 1, 2 e 3 maggio.
Il festival di quest’anno è una celebrazione di voci, corpi e idee che si intrecciano in un dialogo aperto e multidimensionale. Con una programmazione ricca e variegata, l’evento abbraccia temi di grande attualità e urgenza. A partire dalla riflessione sul corpo femminile e la resistenza nel mondo della boxe, alla letteratura che sfida le convenzioni sociali e storiche. Per non citare l’indagine sulle trasformazioni urbane di Napoli.
Poesia, performance, incontri e discussioni. Questi, gli elementi chiave di un weekend che invita il pubblico a pensare in modo critico e a mettere in discussione le strutture che definiscono le nostre identità e la nostra vita quotidiana. Il weekend letterario presenta altre attività che esplorano, attraverso nuovi linguaggi e vari punti di vista, temi di giustizia sociale, diversità e resistenza. Il festival non è solo un’occasione di incontro, ma un invito a rivedere le nostre visioni della città, della cultura e, quindi, dei corpi che la abitano.
Il 2 maggio è un giorno di incontri radicali e sguardi dissonanti. Dalle 16.30 al Teatro si ascolterà Superstiti di Michele Sovente, una lettura che esplora il mondo complesso e plurale di un poeta che ha intrecciato la sua vita con i Campi Flegrei. Il suo lavoro esplora le radici culturali e le tradizioni popolari e viene reso vivo attraverso le letture di Enzo Salomone e un dialogo con Nicola De Blasi ed Elenio Cicchini. Le sue parole riecheggiano la forza di un paesaggio, che è sia fisico che emotivo, in un tributo alle sue origini e al suo impegno.
Alle 17.00 alla Palestra, la riflessione si sposta sulla sfida fisica e sociale con Pugili. Storie di rabbia, classe e genere, un incontro con l’autrice Elisa Virgili e il Tavolo Educazione e Sport dello Scugnizzo Liberato. Virgili traccia il percorso di cinque pugili che hanno rotto le regole, riscrivendo la narrazione della boxe, uno sport storicamente associato al genere maschile. Le storie di resistenza, rabbia e classe sono il filo conduttore di un movimento che non solo combatte sul ring, ma che sovverte l’ordine sociale. Una narrazione che include anche un’intervista alla pugile Chiara Gregoris, emblema di questa lotta.
Nel Teatro alle 18, la riflessione teorica si fa più radicale con Alleanze ribelli. Per un femminismo oltre l’identità, a cura di Clara Serra e Viola Carofalo. Le due autrici propongono un approccio che rifiuta le etichette identitarie e promuove un femminismo materialista, non escludente, non colpevolizzante intersezionale. Alla stessa ora, nell’Aula didattica sociale, si parla di infanzia e solitudine con I bambini tonti di Ana María Matute. Si tratta di una raccolta di racconti che torna in Italia dopo sessant’anni. Matute, con i suoi racconti, mette in luce la crudezza della crescita in un’epoca segnata dalla guerra, dalle disuguaglianze sociali e dalle atrocità del franchismo. A raccontare questa raccolta, arricchita da una graphic novel, ci saranno Matteo Braghin, Alessandro Pastore e Miguel Angel Valdivia.
Al Teatro alle 19.30, un altro incontro affronterà le trasformazioni urbane di Napoli: Facsimilie. Napoli Visionaria di Luca Vichingo Anzani: un viaggio attraverso le fotografie dell’autore che rifiutano le narrazioni più comuni della città. Lontano dalle solite immagini turistiche e retoriche, queste fotografie raccontano una Napoli che non si lascia incasellare, che resiste e si reinventa. La visione di Anzani è una provocazione che smonta l’iconografia consolidata della città. Essa invita a guardare oltre l’immagine patinata, verso un’altra Napoli, più complessa e affascinante.
Nel frattempo, al Teatro alle 19.30, si discuterà di Le case dei sogni. Un’inchiesta sul turismo a Napoli con Barbara Russo, che analizza come il turismo stia trasformando i quartieri storici di Napoli. Il turismo crescente ha avuto un impatto devastante sulle vite dei residenti, costringendo molti a lasciare le loro case. Il libro di Russo traccia le storie degli abitanti sfollati e offre uno spunto di riflessione sulle dinamiche economiche e sociali che stanno cambiando il volto della città.
La giornata culmina con un evento live: alle 21 al Teatro, Matteo Gorelli (alias Mamma) presenta il suo spoken word in una performance che fonde poesia, rap e elettronica. Con il suo disco Istinto della luce, Gorelli esplora la forza della parola come strumento di resistenza e consapevolezza, unendo l’intensità della poesia performativa alla modernità dei suoni urbani.
Il 3 maggio il festival attraversa territori creativi e politici senza confini: un giardino jazz, un viaggio, la scrittura sotto assedio. E poi femminismo, ecologia, controculture e techno. Si comincia alle 17 allo spazio bimbi e bimbe con Hortus Rapsody, un’esperienza sensoriale e visiva a cura di Giovanni Colaneri. Ispirato all’albo illustrato edito da Idee Storte Paper, l’incontro trasforma la lettura in un concerto botanico, una sinfonia di immagini e parole dove si fondono jazz, natura e illustrazione dal vivo. L’opera invita i bambini dai sei anni in su (e anche gli adulti) a riscoprire il ritmo emotivo del mondo naturale, in una performance libera e aperta, proprio come il giardino che racconta.
Nel frattempo, al Teatro alle 16.30, il viaggio diventa simbolico e archetipico con La favola dei Tarocchi di Michelangelo Rossato, accompagnato da Andrea Salvo Rossi. Un Matto senza nome attraversa un universo di figure arcane per ritrovare se stesso. Rossato reinterpreta la tradizione iconografica dei Tarocchi con uno sguardo poetico e personale. Mescola fiaba, storia dell’arte e psicologia in un racconto per tutte le età. Contemporaneamente, sul Ponte, si entra nel cuore pulsante del pensiero radicale con Forze di riproduzione, incontro con l’autrice Stefania Barca e le voci autorevoli di Tiziana Terranova e Salvatore De Rosa. Il libro, che intreccia ecofemminismo, lavoro e critica del capitalismo fossile, propone una lettura potente e rivoluzionaria della crisi ambientale: non più centrata sulla produzione, ma sulla cura. Una visione ribaltata del mondo – e delle sue possibilità – in cui riprodurre diventa atto politico.
Alle 18, si alza il sipario su una delle testimonianze più urgenti del presente. Diario da Gaza, di Wi’am Qudaih, è un racconto in presa diretta dell’assedio israeliano visto con gli occhi di una ragazza di diciannove anni. Con lei sul palco Simona Taliani, Wasim Dahmash e il Centro Handala Ali. Più che un incontro, un atto di ascolto necessario. Le sue parole sono uno squarcio su una realtà che i numeri e le statistiche non riescono più a contenere.
A chiudere la parte dei talk della giornata, alle 19.30 al Teatro c’è il ritorno di un culto underground: Torazine 666 presenta l’opera della rivista più estrema e iconoclasta degli anni Novanta. Con la redazione e Clara Ciccioni di Nero Edizioni, si esplora un archivio impazzito di rave, fumetti, visioni devianti e rivoluzioni psichedeliche, in un viaggio tra accelerazionismo, cultura cyberpunk e memoria alterata.
E dopo aver viaggiato tra giardini immaginari, tarocchi, guerre e rave, la giornata si chiude con la musica, alle 22. Sul palco del Teatro si susseguono Avemarianne, il live di Luna Lias e il DJ set di Na Diavl. Tra elettronica e rituali post-industriali, lo Scugnizzo Liberato cura la cena, con il suo spirito di accoglienza e autogestione.
Domenica 4 maggio sarà un giorno in cui la parola si fa carne, si fa città, si fa lotta tra parole, corpi, pratiche e sogni. La biblioteca si trasforma in laboratorio linguistico e politico, il ponte diventa osservatorio critico sull’orizzonte marino, il teatro una camera viva di narrazioni operaie, azioni femministe e ripensamento delle relazioni amorose. Alle 11, tra le scaffalature della biblioteca, Francesca Boemia guiderà il laboratorio di Psalm Poetry, un incontro generativo e insieme intimo, che parte da domande fondamentali: come si vive in un corpo che non è mai davvero solo? Come si abita una città che respira, sanguina e resiste, ma viene quotidianamente soffocata? Attraverso un processo di scrittura collettiva e sperimentale, il laboratorio tenterà di nominare l’innominato e costruire un archivio poetico e politico per comprendere i cambiamenti della città e curarne la vita oltre la mercificazione.
Nel pomeriggio, alle 16.30, il cuore si sposta sul Ponte, per un incontro necessario e urgente: MARE LIBERO! L’impatto delle grandi navi in città. A parlarne saranno attivisti/e e studiosi/e da Napoli a Fiumicino, uniti da un filo rosso che lega la cementificazione delle coste all’inquinamento atmosferico, passando per l’espropriazione del mare. Le grandi navi non solo inquinano, ma privatizzano l’orizzonte, chiudono accessi, mercificano gli agglomerati urbani, soggetti vivi e attivi. Sarà possibile partecipare, dunque, a un racconto a più voci per denunciare e immaginare alternative.
Alle 18, al Teatro, il microfono passa a Raffaele Cataldi, operaio dell’Ilva e autore di Malesangue. Èna storia feroce e struggente, in cui Taranto diventa simbolo di un’intera classe operaia lasciata a se stessa tra salute e salario, rabbia e solidarietà. Con lui, Stefania Barca e Miriam Corongiu intrecceranno riflessioni sull’ambientalismo working class, le economie trasformative e la possibilità di un altro futuro. Sempre alle 18, sotto il Ponte, si accende il suono di Musicarpia, la guida femminista per una musica sovversiva. Federica Pezzoni, in dialogo con NaDir Collective, condurrà un’esplorazione su ciò che la musica potrebbe essere se liberata dal patriarcato, dalle logiche del profitto e dall’individualismo. Un invito a riscoprire il potere collettivo del suono, del canto, del fandom come luogo politico
Alle 19.30 si torna al Teatro, dove Victoire Tuaillon, autrice di Il cuore scoperto, sarà raccontata da Carlotta De Sanctis e Marie Moïse. La riflessione verterà su cosa significa, oggi, “rifare l’amore”, inventare forme relazionali nuove, rifiutare la coppia come destino obbligato, senza dimenticare le condizioni materiali da cui ogni sentimento nasce. Una politica dell’intimità, per amare in modo diverso in un mondo che continua a riprodurre ingiustizie.
Da programma, chiuderà la giornata, alle 20, l’incontro Percorsi di vite ribelli, un mosaico di voci e storie intergenerazionali cucite dal Collettivo Plateaux Vacantes. Storie di chi non si è arreso, di chi ha costruito comunità, di chi continua a lottare, raccontate intorno a una cena conviviale.
Il collettivo delle librerie indipendenti del centro storico di Napoli è formato da quatro librerie indipendenti napoletane: la libreria Dante e Descartes, LIbreria LIbrido, Perditempo e la libreria Tamu. Questa storia con il suo movimento sociale e cultirale nasce dall’esigenza condivisa di creare una rete, scambiarsi competenze ed esperienze e promuovere una visione collettiva della cultura del libro. Il collettivo riconosce nei libri strumenti di incontro, dialogo e scambio culturale, con l’obiettivo di valorizzare e diffondere titoli capaci di aprire nuovi immaginari e suscitare il desiderio di confronto e narrazione.
Tra le proposte si trovano classici dimenticati, autoproduzioni, saggi, opere legate alle controculture e alla lettura critica del presente, libri illustrati e literatura per l’infanzia che stimolano la costruzione di mondi alternativi, liberi dagli stereotipi di razza, classe e genere trasmessi fin dalle prime letture.
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