
Dopo una estate grigia, settembre sta dando soddisfazioni al capoluogo. E nei giorni prossimi arrivano altri grandi eventi. Ci sarà posto ancora per le polemiche, i problemi di sempre non si cancelleranno così all’improvviso ma anzi, nuove criticità saranno sempre in agguato. Forse era da troppo tempo che la nostra Caserta non viveva una serata così: le immagini straordinarie dall’alto del concerto di Ligabue davanti la Reggia, la Casertana vittoriosa al Pinto contro il Potenza e – concedetemelo – una bellissima due giorni di Festival degli Antichi Casali nella località Puccianiello, sono stati una piccola grande scintilla di speranza per la città e per i suoi cittadini. Una serata da prendere ad esempio per ripartire.
La vera sfida, ora, è capire come non disperdere quel capitale di energia positiva. La difficile strada da percorrere è quella di rendere Caserta una città a tutto tondo, rispettando anche le esigenze e i diritti dei cittadini. Quell’orgoglio, quella voglia di stare insieme non possono rimanere un fuoco di paglia. Devono trasformarsi in un carburante per gli imprenditori, per le associazioni, per ogni cittadino e – ci auguriamo – per le future amministrazioni.

I problemi strutturali, non ci nascondiamo, restano lì, è vero. Ma forse, ora, possiamo affrontarli con un altro spirito. La speranza non è l’illusione che i problemi spariscano, ma la consapevolezza che una comunità coesa e orgogliosa ha gli anticorpi per combatterli meglio. La bellezza, in tutte le sue forme, non è un orpello, ma una necessità primaria. È il fondamento su cui si costruisce il rispetto per i luoghi, l’attaccamento alla città, la voglia di impegnarsi per essa.
Che queste serate siano quindi il prototipo di una nuova normalità. Non si può vivere di soli eventi straordinari, ma si può lavorare perché quella sensazione di appartenenza diventi ordinaria. Significa puntare su una cultura diffusa, non concentrata in un solo luogo; significa sostenere lo sport di base come quello professionistico; significa valorizzare le eccellenze culturali, artistiche, artigianali, ambientali, paesaggistiche ed enogastronomiche del territorio tutto l’anno.

Quella scintilla di speranza ha illuminato per una notte il volto più autentico e positivo di Caserta: quello di una città viva, passionale. Il compito di tutti ora è alimentare quella scintilla, giorno dopo giorno, per farla diventare un fuoco che scalda e illumina la strada della ripresa. Perché Caserta ha dimostrato di saper essere palcoscenico di grandi sogni. Ora deve osare e diventare la regista del suo riscatto.
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