
Nel vibrante tessuto della società, i librai si ergono come sentinelle di mondi celati tra le righe. Jean-Paul Sartre, nella sua autobiografia “Le parole” (Il Saggiatore, 2020), descrive i libri come “i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità”, delineando il libraio come colui che offre infinite possibilità di scoperta. Italo Calvino, nel suo romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (Mondadori, 2023), scriveva che “Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà”, sottolineando il ruolo del libraio come guida in questo viaggio verso l’ignoto. In un mondo sempre più digitale, la figura del libraio rimane un simbolo di resistenza culturale, un promemoria che oltre gli schermi esiste un universo di carta e inchiostro che attende di essere esplorato.
La “Storia dei librai e della libreria dall’antichità ai nostri giorni” (Edizioni E/O con NW Consulenza e Marketing editoriale, 2022) di Jean-Yves Mollier, dimostra che la professione del libraio ha assunto diverse forme negli ultimi tremila anni, adattandosi ai cambiamenti del contesto. I librai hanno svolto vari ruoli, da bibliotecari a editori e distributori, maneggiando libri in forme diverse, dalle tavolette d’argilla agli e-book.
Già molto tempo prima di Mollier, a scrivere di librai ci aveva pensato nel 1907 Francesco Lumachi con “Nella repubblica del libro. Bibliomani celebri, librai d’altri tempi, spigolature e curiosità bibliografiche”. Il libro è stato poi riproposto nel settembre 2019 da Pendragon ed è ricchissimo di curiosi aneddoti al riguardo. Non mancano librai furfanti e anche assassini!
Massimo Gatta, napoletano e bibliotecario presso l’Università degli Studi del Molise, possiede una passione insaziabile per la bibliografia. Questa dedizione è sfociata in “Librai, librerie et amicorum. Appunti per una bibliografia futura” (Biblohaus, 2018). Gatta raccoglie e documenta ogni dettaglio, dai libri più noti alle pubblicazioni più oscure, con una meticolosità che sfida la definizione stessa di completezza.
Il professore emerito di letteratura inglese presso l’Università di Napoli Federico II, Stefano Manferlotti, con il libretto “Libri, librai e biblioteche nel mondo antico” (Langella Edizioni, 2024), ci accompagna nel mondo del libro antico. Manferlotti ci ricorda che il termine ‘bibliopòles’ (“libreria”) appare per la prima volta in un frammento della commedia “Gli ingannatori” di Aristomene.
Langella Edizioni è la casa editrice fondata da Pasquale Langella, un abile libraio napoletano che, dal 2020, si è proposto di “offrire piccoli testi di qualità, nel solco dell’antica e nobile tradizione dei librai editori”. Altro storico libraio ed editore di Napoli è Raimondo Di Maio, che dal 1984, con la sua Libreria Dante & Descartes, è un punto di riferimento per tutti i lettori che passano per la città natale del Principe della Risata, Antonio De Curtis, in arte Totò. Di Maio sottolinea che “è importante capire le persone e proporre loro il libro giusto. Il libraio non è solo un venditore, ma ha il dovere e il piacere di vendere il libro giusto alla persona giusta”. Di Maio ha pubblicato “Quarant’anni di libri perduti e ritrovati” (Libreria Dante & Descartes, 2024), un volume che raccoglie le testimonianze del libraio, dei suoi colleghi e dei tanti lettori speciali che l’hanno frequentata e che continuano a farlo, tra cui Antonella Cilento, Chandra L. Candiani, Ugo Cundari, Erri De Luca, Goffredo Fofi e Giuseppe Montesano.
Una poetica testimonianza ce la offre Emiliano Cribari che con “I diari del libraio errante” (Youcanprint, 2023) ci racconta il suo rapporto con i libri e il suo lavoro di libraio “ambulante”. Lo fa con amore: come quando afferma che “esporre libri sopra un banco è come dipingere o scolpire… Nei momenti di quiete, sono come il pittore che non termina mai il suo acquerello. Tocco, sposto, ritocco. Tiro fuori un libro che non avevo considerato. Il pittore, esitante, prova un nuovo colore”.
Insomma, essere librai non è cosa da poco! Come ci ricorda Simone Berni nel suo “Questo è Berni. Manuale del cacciatore di libri introvabili” (Biblohaus, 2010): “Non sottovalutate l’esperienza dei librai. Per quanto a volte arroganti, saccenti e insopportabili, imparerete quasi tutto da loro e dai loro cataloghi”.
di Achille Callipo
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