
Per il progetto Creative – Festival Metropolitano delle Culture Giovanili si è tenuta la masterclass su Cinema e linguaggi audiovisivi con Maurizio De Giovanni, autore, scrittore e mente creativa brillante e singolare del panorama napoletano e italiano.
Maurizio De Giovanni inizia a parlare per storie. A introdurlo è Dora Gambardella, direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali, insieme al professore Sergio Brancato, che ha condiviso con l’autore la penna de Il Commissario Ricciardi. La masterclass è guidata dal professore Lello Savonardo, che chiede innanzitutto all’autore ospite di sviscerare i fondamentali concetti di comunicazione e di narrazione. De Giovanni racconta di Yusuf, cita Catullo, legge di Lucia. Questo elenco di nomi, apparentemente fine a sé stesso, è stata la chiave che De Giovanni ha forgiato per trasmettere all’aula in ascolto l’importanza di avere una storia. «L’interazione tra l’accaduto e il comunicato è diventato identità», afferma, soprattutto in riferimento alla comunicazione attuale. Il punto del discorso dell’autore napoletano, sia nel consigliare le persone rivolte alla pratica della scrittura, sia nel sottolineare il fatto in quanto necessario, è stato far intendere che chi scrive diventa il sipario tra la storia e lo spazio che questa può avere nel mondo. De Giovanni ricorda quanto può essere straordinaria l’arte del racconto in un mondo fatto di storie: «Ci sono autori che parlano di sé stessi. Raccontate le storie degli altri. Le storie degli altri sono infinite e terribili e, per quanto possano essere atroci, le cose noi le capiamo», sentenzia lo scrittore in riferimento ad alcuni casi di cronaca nera nei quali è indubbiamente possibile trovare quelle terribili storie degli altri e, sorprendentemente, comprenderle e raccontarle, talvolta inventando, per riempire il vuoto lasciato dal non detto.
L’antico amore è il più recente romanzo di De Giovanni. In una parte del libro egli racconta di Catullo e degli ultimi due anni precedenti a quello che è noto come l’anno di morte del poeta latino, il 54 a.C. «Noi ci chiediamo: negli ultimi due anni, che fine ha fatto Catullo?», chiede De Giovanni. «Possiamo lecitamente inventarci una storia su che cosa gli è successo, possiamo farlo parlare in prima persona. Io immagino non solo cosa gli è successo, che fa e dov’è, ma anche quello che sente». De Giovanni, anche in questo caso con un input narrativo, sottolinea quanto sia fondamentale in un racconto il grado di coinvolgimento. Il titolo del suo ultimo libro è, per chi lo ascolta parlare, il suggerimento lampante di un tratto evidente dell’autore: l’antico – e attuale – amore di Maurizio De Giovanni sono le storie.
Il progetto Creative – Festival Metropolitano delle Culture Giovanili si presenta come un festival dinamico e interattivo nel tempo e nello spazio. Il progetto, promosso da Napoli Città Metropolitana, dal Teatro San Carlo con l’Osservatorio Giovani Unina, il Dipartimento d Scienze Sociali, Audio-Visual Napoli Hub e una pluralità di realtà a suo supporto, si sviluppa attraverso l’organizzazione di eventi, laboratori, masterclass. Tutto il lavoro proposto in Creative è finalizzato alla formazione dei e delle giovani nel mondo dell’impresa culturale e creativa.
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