
Nina Rima, la modella influencer di 22 anni che a seguito di un incidente stradale in scooter a Mentone, nel 2017 le è stata amputata una gamba, ha raccontato sul suo profilo Instagram seguito da oltre 100mila follower, la sua disavventura a Gardaland dello scorso weekend di Halloween. Da quel giorno di tre anni fa, che ha visto la sua vita cambiare, Nina sui social, si impegna a fare divulgazione “sull’essere disabili” e su cosa ciò comporta nella vita di tutti i giorni.
Nina, sabato mattina si reca al parco divertimenti insieme alla sua famiglia e un gruppo di amici, ma nel momento che chiede agli addetti della biglietteria perché non può usufruire del pass “saltafila“, le rispondono “perché non è abbastanza disabile”. Se invece le fosse stato amputato anche il ginocchio avrebbe potuto saltare le code chilometriche, visto l’affluenza al parco di quel weekend. Una vicenda che per la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli “evidenzia ancora una volta le debolezze culturali ancora presenti rispetto al tema dell’inclusione”.
La mattina di sabato Nina, una volta arrivata all’accesso disabili, le viene chiesto quale fosse la sua disabilità e così mostra loro che le manca una gamba. Ma non basta. Gli addetti alla biglietteria, vogliono vedere comunque il verbale dell’invalidità, ma per Nina non è un problema, pensa che in Italia, così come nel mondo, è pieno di furbetti. Fatta vedere la certificazione, con tanto di percentuale di invalidità mi hanno detto che la mia disabilità non era abbastanza”, ha spiegato tramite stories su Instagram Rima. Secondo quanto descritto dalla ragazza, una signorina dello staff le avrebbe risposto che “una mezza gamba ce l’ha”, e che sarebbe troppo poco disabile per ottenere il pass. Il suo stato di invalidità, insomma, non soddisfava la percentuale minima sufficiente richiesta dal parco. Nina Rima si è sentita immediatamente rifiutata e non accettata nella sua disabilità.
Una addetta osserva che la disabilità dell’influencer non è abbastanza perché “una mezza gamba ce l’ha… e la coda non la può saltare”, se invece le fosse mancato il ginocchio avrebbe, invece potuto saltare le code e avere così con il braccialetto “saltafila” per disabili.
Come se gli addetti ai biglietti, fossero dei dottori specializzati, da poter valutate se stare così tanto tempo in fila non provoca dolore o piaghe da curare il giorno dopo.
Il bello però, è che a Nina viene detto che per il parco divertimenti di Gardaland è ‘troppo disabile’ per poter fare tutti i giochi. Quindi disabile per saltare le code no, però troppo disabile per salire sulle montagne russe, perché loro si accollano la responsabilità.
Gardaland ha replicato alla disavventura raccontata dalla influencer, precisando che la donna “ha avuto il pass prioritario insieme a tutto il suo gruppo, in quanto accompagnatrice di un ospite ipovedente”.
L’influencer aveva anche lamentato l’inaccessibilità di alcune attrazioni, sottolineando su Instagram che “siamo tutti uguali, includere significa riconoscere che ci possono essere delle differenze, che vanno rispettate, ma anche che è dovere di tutti attivarsi per evitare che da queste si determinino svantaggi o discriminazioni”.
A ciò, lo staff ha risposto spiegando che “non ha potuto accedere a 4 delle 35 attrazioni del Parco per ragioni di sicurezza, ovvero regole dettate dai costruttori e legate alla sua disabilità specifica”.
Infine, il parco divertimenti Gardaland ha voluto ribadire quanto a cuore abbia il tema dell’inclusività nei confronti di tutti i suoi ospiti: “La salute e la sicurezza dei nostri ospiti sono sempre la nostra priorità, siamo orgogliosi di essere un Resort inclusivo e accessibile e siamo davvero spiacenti per quanto apprendiamo. Cerchiamo di avere la massima attenzione verso ogni tipo di disabilità”.
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