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L'intelligenza artificiale: opportunità o arma a doppio taglio?

Elisabetta Rota
Elisabetta RotaRedazione Informare
6 gennaio 20235 min di lettura

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L'intelligenza artificiale: opportunità o arma a doppio taglio?

Indice (4)

  • 1I pro dell’intelligenza artificiale
  • 2L’IA a servizio del Vesuvio
  • 3I contro dell’intelligenza artificiale
  • 4L’IA è una tecnologia discriminatoria?

L’intelligenza artificiale (anche detta IA) è un campo dell’informatica che si occupa di creare sistemi in grado di svolgere compiti che richiederebbero l’intelletto umano come il riconoscimento facciale, di parole o immagini. L’IA è suddivisa in due categorie: l’IA debole, che è in grado di svolgere solo compiti specifici in applicazioni pratiche come i sistemi di riconoscimento vocale o i motori di ricerca, senza sviluppare però, una vera e propria intelligenza. E l’IA forte, che è capace di apprendere in modo autonomo e che svolge qualsiasi compito che in altre circostanze richiederebbe l’intelligenza umana.

Esempi di IA debole sono: il Deep Blue, un computer sviluppato dalla IBM che nel 1997 sconfisse il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov oppure le più moderne Siri ed Alexa. Esempi di IA forte, invece, possono essere: DALL-E 2, un sistema in grado di generare immagini a partire da una descrizione scritta, GPT-3 ovvero un metodo di elaborazione del linguaggio naturale che è capace di comprendere e rispondere alle domande in modo molto simile a un essere umano e ChatGPT, una variante di GPT-3 progettata per il dialogo umano-computer.

Tutti questi sistemi hanno in comune l’essere stati progettati da OpenAI, un’organizzazione no profit con sede in California fondata nel 2015 da un gruppo di imprenditori di cui fa parte anche il co-fondatore di Tesla, Elon Musk.

I pro dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale può avere numerose funzioni positive per la vita di tutti i giorni, ad esempio in ambito medico è utilizzata per analizzare grandi quantità di dati e fornire supporto nella diagnosi delle malattie oltre ad aiutare a pianificare le cure mediche e a prevedere gli esiti delle terapie.

È capace, inoltre, di creare soluzioni personalizzate per ogni individuo come protesi o programmi di allenamento fisico su misura. Ma è soprattutto in ambito sociale che l’intelligenza artificiale si dimostra davvero utile, oltre ad individuare e prevenire le truffe online e a proteggere i dati personali, l’IA è presente nel sistema di controllo del traffico, attraverso il quale analizza i dati raccolti dai sensori presenti sulla rete stradale per ottimizzare il flusso delle auto e ridurre i tempi di attesa ai semafori.

Lo stesso meccanismo è utilizzato nel sistema di monitoraggio delle discariche, dove si monitora il livello dei rifiuti per prevedere eventuali rischi di inquinamento ambientale. In città, l’IA è utilizzata insieme alle telecamere di videosorveglianza per individuare eventuali anomalie o pericolosità come veicoli in fiamme o risse.

L’IA a servizio del Vesuvio

Un altro uso estremamente importante dell’intelligenza artificiale è quello di prevenzione dei disastri naturali come terremoti e alluvioni e di protezione della popolazione. Tali capacità sono utilizzate anche a Napoli e a Pozzuoli dove l’IA aiuta a tenere sotto controllo il Vesuvio e l’area geotermica della Solfatara attraverso l’analisi dei dati raccolti dai sismografi, i sensori di gas e le telecamere infrarossi presenti intorno a queste aree che servono per monitorare le variazioni della temperatura, della pressione e della composizione chimica dell’aria controllando, così, le attività sismiche e prevedendo eventuali eruzioni.

I contro dell’intelligenza artificiale

Nonostante i progressi nell’IA, ci sono anche dei pericoli legati all’utilizzo di questa tecnologia. Uno dei principali rischi, anche il più contestato, è quello di sostituire gli esseri umani in alcuni lavori innalzando, così, il tasso di disoccupazione. Inoltre, è un mezzo usato spesso (e male) in periodo elettorale per diffondere informazioni false o per fare pubblicità ingannevole, creando confusione e difficoltà nel prendere decisioni.

È contro situazioni simili che sorge la Nord VPN, una società che fornisce servizi di rete privata virtuale che capace di creare una connessione protetta e criptata tra il proprio dispositivo personale e Internet, consentendo di proteggere l’attività online e la privacy, oltre ad offrire funzionalità aggiuntive come la protezione contro le minacce informatiche.

L’IA è una tecnologia discriminatoria?

Si, l’intelligenza artificiale a volte risulta anche discriminatoria! Ciò accade perché può essere influenzata dalle informazioni e dai pregiudizi presenti nei dati di addestramento su cui è basata. Se tali dati includono una maggiore quantità di informazioni su un determinato gruppo di persone, l’IA potrebbe sviluppare una preferenza per quest’ultimo trascurandone altri.

Un esempio di discriminazione nell’IA venne riscontrato nel sistema di raccomandazione di lavoro di Amazon, che ha mostrato una preferenza per i candidati maschi rispetto alle candidate donne. Ciò fu dovuto al fatto che i dati di addestramento del sistema erano stati raccolti in un periodo in cui c’era una maggiore presenza di uomini nei ruoli di lavoro considerati dal sistema. Un altro esempio di discriminazione è quello dei sistemi di riconoscimento facciale, nei primi anni del loro avvento sugli smartphone e gli altri dispositivi tecnologici, quest’ultimi mostravano una maggiore accuratezza nel riconoscere i volti bianchi rispetto a quelli di altre etnie. Il problema era sempre nei dati di addestramento nei quali erano stati inseriti principalmente fotografie di persone bianche, il che ha portato il sistema a sviluppare una preferenza per questo gruppo.

È importante, dunque, che gli sviluppatori prendano in considerazione questi problemi e adottino delle misure includendo l’utilizzo di dati diversificati e l’implementazione di misure di controllo per garantire l’equità nei risultati dell’IA e per prevenire eventuali comportamenti discriminatori.

Nonostante le fantastiche funzioni dell’intelligenza artificiale, bisogna considerare che l’IA non sostituisce completamente l’intelligenza umana e che è necessario un uso responsabile e attento di questa tecnologia, non bisogna dimenticare che, citando lo scienziato svedese Nick Bostrom, “l’intelligenza artificiale è come una spada a doppio taglio: può essere utilizzata per il bene o per il male, a seconda di come viene gestita”.

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  • #Amazon
  • #Elon Musk
  • #intelligenza artificiale
  • #OpenAi
Elisabetta Rota
Redazione Informare

Elisabetta Rota

Elisabetta Rota vive a Ponticelli in provincia di Napoli e studia Comunicazione pubblica, sociale e politica alla Federico II. La sua passione per la scrittura l'ha portata a prestare anche una grande attenzione per l'ambiente. È infatti volontaria presso l'associazione Fondalicampania con la quale si attiva per prevenire il fenomeno delle microplastiche. Attualità, territorio e ambiente sono i temi che tratta per Informare Online.

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