
Non è una questione di diventare avvoltoi e cinici, ma perché Fabio Fazio non ha fatto il suo mestiere – quello del giornalista – durante l’intervista dell’anno con Chiara Ferragni? Una grande opportunità che il giornalista, passato sul Nove dopo una lunga esperienza in RAI, poteva sfruttare al meglio. Non lo ha fatto. E queste, per chi è dell’ambito, è una scelta che comunque ci può stare e va rispettata. Però è chiaro che da questa intervista non è stato aggiunto niente a quello che da giorni la Ferragni continua a ripetere. Una intervista finita a tarallucci e vino.
L’intervista di Fabio Fazio a Chiara Ferragni a Che tempo che fa sul Nove sta raccogliendo una serie di critiche che arrivano da più fronti. Non solo il pubblico, evidentemente rimasto deluso dalla mancanza di argomenti specifici, ma anche una larga fetta dei media contesta la debolezza di quanto è andato in onda.
Nessuna novità, così come nessuna domanda ficcante da parte del padrone di casa, che si è accontentato della versione, tremendamente e goffamente già raccontata dell’imprenditrice digitale. Fabio Fazio ha preferito una linea accomodante verso l’intervista con Chiara Ferragni. I maligni diranno: “Una intervista totalmente studiata a tavolino”. Beh, l’impressione è stata proprio quella.
Se l’obiettivo dell’intervista di Chiara Ferragni da Fabio Fazio era quello di risollevare l’immagine dell’influencer, neanche quell’obiettivo è stato raggiunto: Moltissimi utenti sui social rimproverano alla Ferragni in particolare di non aver mai davvero chiesto scusa per la vicenda del pandoro.
Soprattutto, ciò che non è andato giù agli spettatori è l’uso di termini come “fraintendimento” a giustificazione di quanto accaduto con le vendite del Pandoro Balocco, come quasi a spostare la “colpa” su chi non ha capito bene. E come sempre, accanto a chi l’ha criticata con asprezza, giudicandola anche molto poco sincera e fin troppo studiata.
Delusione totale anche per Fabio Fazio, sempre più intriso di politically correct. E pensare che il giorno prima dell’intervista sul Nove, il Codacons aveva suggerito al conduttore alcune domande da fare alla sua ospite. Qui ve le proponiamo:
1 – È vero che nei suoi profili non è da escludersi a priori l’esistenza di followers che lei ha comprato?
2 – Perché per un periodo ha limitato i suoi profili impedendo la libertà di commento e si leggevano solo quelli positivi?
3 – È vero che ha chiesto di bloccare il profilo di una ragazza che l’ha criticata? Se sì, perché?
4 – In moltissimi momenti e post è vero che vestiva i suoi figli con le linee di abbigliamento Ferragni a lei riconducibili? Secondo Lei faceva pubblicità in quel momento?
5 – Sul pandoro Balocco, ritiene che il contenuto del cartiglio faceva pensare all’acquirente che il ricavato andasse in favore dei bimbi malati? O comunque è in grado di escludere a priori questa possibilità?
6 – Lei ha sostenuto che se si rende pubblica la beneficenza fatta si crea un “effetto emulativo”. Perché allora nel contratto con Balocco per il pandoro “Pink Christmas” ha fatto inserire l’obbligo di non comunicare in alcun modo all’esterno la notizia sulla donazione?
7 – Perché, subito dopo lo scoppio della vicenda Balocco, sono stati cancellati dai suoi profili social i post sulle uova di Pasqua, anch’esse vendute per beneficenza e finite al centro dell’inchiesta della Procura?
E ripetiamo: non è per essere avvoltoi o cinici. Si tratta di fare il proprio lavoro. E Fazio ha scelto di fare l’amichetto.
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