
L’Italia che aumenta la pressione fiscale ai suoi migliori contribuenti: un report racconta il deterioramento del sistema fiscale in Italia.
Emerge – ma ne avevamo da tempo l’impressione – una realtà che fa riflettere: in Italia il 45,16% della popolazione vive senza reddito e quindi è, in sostanza, a carico di qualcun altro.
Quindi, questa ristretta fascia di contribuenti si sobbarca un onere fiscale notevole: questi cittadini, che dichiarano redditi superiori a 55.000 euro, si trovano ora ad affrontare ulteriori aumenti della pressione fiscale, soprattutto per chi supera la soglia dei 75.000 euro, grazie a un nuovo tetto all’utilizzo delle detrazioni.
Il Report di Itinerari Previdenziali, presentato il 29 ottobre 2024 alla Camera, offre un quadro inquietante. Sotto la direzione di Alberto Brambilla, il Centro Studi e Ricerche evidenzia come il carico fiscale si stia progressivamente spostando su questa fascia di contribuenti, che negli ultimi anni non ha ricevuto alcun tipo di sconto fiscale. Stefano Cuzzilla, presidente di Cida e sostenitore della ricerca, sottolinea che il taglio ai massimali delle detrazioni rappresenta un vero e proprio aumento della tassazione per chi contribuisce di più.
Allora è proprio vero che in Italia eccellere, produrre e innovare sembra non essere più vantaggioso. Piuttosto, si suggerisce implicitamente che evadere o occultare il reddito possa essere una scelta più saggia. Una simile prospettiva potrebbe danneggiare non solo l’economia, ma anche la coesione sociale, spingendo i cittadini verso comportamenti sempre più opportunistici.
Il report mette in luce una tendenza che, se non affrontata, potrebbe portare a un ulteriore deterioramento del sistema fiscale italiano.
Nonostante i segni di ripresa nel Pil e nell’occupazione, questo dato mette in luce i fenomeni del “lavoro povero” e dell’economia sommersa – o, come preferisce l’Istat, “non osservata” – che da sola genera più di 100 miliardi di euro all’anno. E qui si annida la vera evasione fiscale, quella che fa rabbrividire.
In Italia e imposte vengono sostenute, e in modo massiccio, da una ristretta minoranza di lavoratori dipendenti, i cui salari sono già ridotti all’osso rispetto alla media europea. E mentre si continua a ignorare il riequilibrio di un sistema fiscale che penalizza i grandi patrimoni con una tassazione ridicola, il rapporto di Itinerari Previdenziali segnala anche un altro problema: chi paga l’Irpef non riceve in cambio servizi sociali adeguati. È un controsenso che mina alla base l’idea di uno stato sociale equo, alimentando un sentimento di ingiustizia che serpeggia nel Paese.
E non finisce qui. La situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente a causa dei tagli da oltre 4 miliardi agli enti locali, i quali si occupano di una parte cruciale della spesa sociale, oltre ai 7,7 miliardi in meno per i ministeri responsabili della stessa materia. Questi provvedimenti, previsti dalla legge di bilancio del governo Meloni, rischiano di far diventare l’ingiustizia fiscale un circolo vizioso, in cui chi paga continua a farlo senza ricevere nulla in cambio.
Leggi anche: Tasse, quasi un italiano su due non dichiara redditi
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...