
Secondo l’ultima indagine di Eurostat relativa al 2023, l’Italia si conferma ancora indietro rispetto agli standard europei in termini di acquisti online. Mentre nei Paesi del Nord Europa l’e-commerce è ormai parte integrante del quotidiano, nel nostro Paese persistono barriere tecnologiche e culturali che limitano l’adozione di questo strumento.
Il divario non è solo tra l’Italia e il resto d’Europa, ma anche all’interno dei confini nazionali. Le regioni del nord, grazie a una maggiore alfabetizzazione digitale e alla presenza di infrastrutture come la fibra ottica, guidano la classifica interna degli acquisti online. Al contrario, il centro e il sud del Paese sembrano essere più reticenti a utilizzare l’e-commerce, complici fattori come la minore diffusione della banda larga, la scarsa capillarità dei centri logistici e una cultura tecnologica meno radicata.
Dalla ricerca emerge che solo l’88% degli italiani ha utilizzato Internet nei 12 mesi precedenti all’indagine, collocandoci al 24° posto su 31 Paesi europei. Ma il dato più significativo riguarda l’uso dell’e-commerce: appena il 51% di chi ha accesso a Internet ha effettuato acquisti online, posizionando l’Italia al 26° posto. Un risultato che evidenzia non solo problemi infrastrutturali, ma anche una diffidenza verso gli acquisti digitali. A livello europeo, i Paesi nordici dominano il settore dell’e-commerce grazie a un mix di cultura tech, infrastrutture efficienti e una logistica avanzata. Al contrario, il sud e l’est del continente, con l’eccezione di alcune aree, mostrano ancora ritardi significativi nell’adozione degli acquisti online.
Le abitudini di acquisto variano significativamente in base all’età: fino a 34 anni, abbigliamento e accessori sono i prodotti più acquistati, seguiti da food delivery e cosmetici; tra i 35 e i 44 anni, oltre agli articoli precedenti, si aggiungono giocattoli e prodotti per l’infanzia; dai 45 ai 54 anni, l’interesse si sposta su mobili e attrezzature per il giardinaggio; infine, dai 55 ai 74 anni, gli acquisti includono medicinali, integratori alimentari, mobili e accessori per la casa.
L’e-commerce rappresenta un’opportunità per l’Italia, ma per colmare il gap con gli altri Paesi europei è necessario intervenire su più fronti: migliorare le infrastrutture, promuovere l’alfabetizzazione digitale e potenziare la logistica. Solo così si potrà rendere l’acquisto online una pratica diffusa e accessibile in tutto il Paese.
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