
Quando parliamo della Terra dei Fuochi, la vasta area che si estende in Campania tra la provincia di Napoli e Caserta, la memoria ci riporta immediatamente ai numerosi roghi dei rifiuti, anche tossici, che vengono appiccati. Ma Terra dei Fuochi vuole avere anche un aggettivo positivo in modo da attribuire alla zona un altro significato.
Pasqualino Costanzo, media educator ed insegnante di linguaggio audiovisivo, scatta insieme al ricercatore Marco Miele una serie di fotografie esposte nello spazio Vetrina X del Centro socio-culturale de Il Cantiere in Frattamaggiore.
Il poeta cileno ha infatti dedicato a questo vegetale una poesia, esaltandone l’aspetto combattivo grazie alle spine presenti sul gambo, paragonabili alla corazza di un guerriero che protegge la parte interna morbida e gustosa.

Ma cosa ha a che fare il carciofo con la Terra dei Fuochi?
«Due volte l’anno – spiega Pasqualino – le strade della provincia di Napoli e Caserta si riempiono di fumo. Nella terra dei fuochi c’è qualcos’altro che brucia oltre agli scarti industriali. Accomunati dalla passione di raccontare le cose belle in quei contesti dove è più difficile trovarle, insieme a Marco è nata l’idea della Terra dei Fuochi squisiti».
I carciofi così buoni e genuini che hanno l’armatura di un guerriero, il cuore tenero e si lasciano sfogliare come un fiore, diventano quindi un collante con il territorio.
«Il carciofo arrostito soprattutto – continua Pasqualino – ha un valore emblematico per il nostro territorio proprio perché è oramai abitudine nei giorni festivi, trovare persone lungo le strade cittadine che arrostiscono questo vegetale sulle classiche fornacelle. Questo nuovo lavoro, questo arrangiarsi è discutibile per tanti, ma per altri come me e Marco che abbiamo preparato la mostra, è un mettere al centro la bontà e la meraviglia di questo prodotto.
La mostra non vuole essere una critica ma un ‘occasione per raccontare uno spaccato 
Il racconto quindi anche per creazione di quella madeleine per avere sempre dentro di noi il ricordo del positivo del nostro territorio. Guardare il nostro territorio con la speranza di vedere anche dei cambiamenti positivi, questo abbiamo voluto evidenziare nei nostri scatti».
di Angela Di Micco
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