
I paesi dell’Europa del nord, come la Finlandia o la Danimarca, sono di solito presi come un punto di riferimento virtuoso e da seguire, da paesi come l’Italia. Ma sono davvero tanto virtuosi da poterli seguire?
Nella mattinata del 2 aprile, alle 9 circa ora locale, poco lontano dalla capitale finlandese, Helsinki, un ragazzo di 12 anni ha avviato una sparatoria che conta un morto e 2 feriti, entrambi dodicenni. Un ragazzo di 12 anni, durante una lite con i suoi compagni di classe, con in mano una pistola ha avviato una sparatoria in una scuola media.
La polizia non ha dato spiegazioni e come il colpevole abbia avuto accesso ad una pistola non è chiaro, tuttavia è un avvenimento piuttosto eloquente: un paese dove un 12enne ha la sicurezza di usare una pistola non è un esempio da seguire. Si tratta di un avvenimento isolato? No, non è un caso isolato: nel 2007 uno studente di 18 anni fu artefice di 9 morti in un liceo a Tuusula e nel 2008 un ragazzo di 22 anni uccise 10 persone in un istituto professionale.
Quando si parla del nord Europa si parla di un utopia, ma bisogna mantenere un giusto equilibrio: è necessario capire che ogni paese ha le sue problematiche, come mostra il canale “Nova Lectio” circa l’Islanda e la Groenlandia, e che si tratta solo di una visone superficiale, banalizzante e fanciullesca quella del paradiso del nord Europa.
A partire dalla scuola, fino ad arrivare alla delinquenza organizzata, questi sono i difetti nascosti di questa parte d’Europa.
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