
Il governo italiano ha interrotto i legami con lo spyware israeliano Paragon. Lo scandalo aveva fatto emergere che il meccanismo prendeva di mira critici del governo, giornalisti e soccorritori di migranti. Ciò che si richiede, ora, è un’indagine approfondita.
Resta poco chiaro quando sia stato effettivamente interrotto il contratto tra il governo italiano e Paragon, l’azienda israeliana produttrice di software di sorveglianza. A febbraio, infatti, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni aveva informato il Parlamento che l’accordo risultava ancora in vigore. Sia il governo che Paragon hanno successivamente confermato la fine della collaborazione, ma le versioni fornite da entrambe le parti non coincidono. La vicenda ha suscitato reazioni dure da parte dei partiti di opposizione e delle associazioni a difesa della libertà di stampa. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) ha chiesto alla magistratura di fare chiarezza e di verificare l’eventuale violazione delle normative italiane sulla sorveglianza. Secondo alcune ricostruzioni, il software di Paragon sarebbe stato utilizzato per sorvegliare diverse persone in Italia, tra cui un giornalista e membri di Mediterranea, l’organizzazione impegnata nei soccorsi in mare e spesso critica nei confronti del governo Meloni.
WhatsApp, di proprietà di Meta, ha rivelato a gennaio che lo spyware era stato distribuito a decine di utenti in tutto il mondo, compresi alcuni in Italia.
Il governo ha ammesso che sette cittadini italiani sono stati sottoposti a sorveglianza, ma ha precisato che tutte le operazioni sono avvenute nel rispetto della legge e sotto il controllo della magistratura. L’esecutivo nega qualsiasi attività di spionaggio illecito e ha incaricato l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Informatica di approfondire il caso. Tra i presunti sorvegliati figura Francesco Cancellato, direttore del sito d’inchiesta Fanpage, che aveva riferito a Reuters e ad altri media di essere stato preso di mira. Tuttavia, il COPASIR – il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – ha dichiarato di non aver trovato prove a sostegno di tale accusa. Da parte sua, Paragon ha fatto sapere a Fanpage di aver interrotto ogni servizio verso l’Italia non appena emersa la vicenda Cancellato. L’azienda israeliana ha inoltre affermato che il governo italiano ha rifiutato una proposta di indagine congiunta.
L’ufficio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di non commentare. Intanto, dai banchi dell’opposizione cresce la pressione: i parlamentari chiedono chiarimenti ufficiali in aula. Secondo un rapporto riservato, i servizi segreti italiani avrebbero autorizzato l’uso dello spyware Paragon nel 2023 e nel 2024 per monitorare un numero ristretto di persone, nell’ambito di indagini penali legate a sospetti di terrorismo, traffico di esseri umani e spionaggio.
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