
Continua senza sosta la strategia di comunicazione messa in piedi da Aurelio De Laurentiis per mettere alle strette il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Al Tg3 il presidente della SSC Napoli ha lasciato tutti spiazzati: “Costruirò lo stadio a Bagnoli“. Un annuncio shock? No, semplciemente l’ennesima trovata di marketing per scaricare tutto su Manfredi. Ma spieghiamo il perché.
La pretesa di una concessione per 99 anni dello Stadio Maradona era stata subito spedita al mittente dal comune, che però nel corso del tempo ha aperto a delle possibilità in virtù degli Europei 2032 in Italia. Difatti, la stessa società stava predisponendo un progetto da presentare al consiglio comunale per un centro con all’interno supermercati, store dedicati e tanti altri servizi… ma ritorniamo agli europei di calcio.
Gli stadi individuati ad ospitare le nazionali europee sono quattro e ne mancherebbe uno, che i più avrebbero individuato nel Maradona. Per poter portare gli europei all’ex San Paolo occorre obbligatoriamente fare una deguamento strutturale dello stadio. Il comune così sembra aver aperto alla concessione per Adl a patto che sia la sua società ad occuparsi dei lavori di ristrutturazione necessari per partecipare ad Euro2032.
Apriti cielo. Adl diventa una furia per il rischio di dover finanziare lavori per un’iniziativa europea, in larga parte svincolata ai particolari interessi della società Napoli, e quindi della sua famiglia. Da vero “giocatore di poker” fa saltare il banco e passa la patata bollente al sindaco di Napoli.
Adl, a cui degli europei non frega nulla, rispedisce al mittente la proposta e indispettito chiude la trattativa annunciando che il nuovo stadio del Napoli sorgerà a Bagnoli.
Ma Adl può costruire a Bagnoli la nuova cittadella del Napoli con tanto di stadio, market, store e risotranti?
Il progetto di riqualificazione di Bagnoli lanciato da Manfredi ha trovato un denso dibattito tra l’ente, il Commissariato alla bonifica e il Governo. Il punto è che Bagnoli è zona rossa a rischio sismico e vulcanico, con comuni limitrofi, come quello di Pozzuoli, che hanno adottato il divieto di nuove costruzioni nell’area.
Il grande progetto per la riqualificazione dell’area è fermo al palo proprio per la complessità naturale della zona. Ma se il comune non riesce a costruire edifici residenziali e bonificare l’area, come può una società sportiva costruire una cittadella con tanto di stadio da 80mila posti?
Addirittura Adl ha riferito che il tutto si farà in 30 mesi e che il nuovo stadio di Bagnoli potrà ospitare gli europei di calcio.
De Laurentiis sembra aver detto una bugia e se si riflette più a fondo un motivo c’è. Adl la concessione la vuole, ma non è disposto a realizzare a sue spese i lavori di adeguamento dello stadio.
Ai più maliziosi sembra proprio una tattica imprenditoriale con tanto di stategia di marketing di comunicazione. Così Adl scarica la patata bollente nelle mani del sindaco di Napoli, colpevole non solo di aver fatto fuggire la squadra dalla città ma di aver compromesso anche la possibilità di Euro2032.
Adl dal canto suo si sente tranquillo: volevo la concessione (a poco e niente .ndr), ma i costi chiesti dal comune e la sua lentezza burocratica mi costringono ad andare via. Così il responsabile è solo “il tifoso juventino sindaco di Napoli“.
Se così non è, perché Adl dovrebbe lanciarsi in un annuncio irrealizzabile così come lo era il fantomatico progetto di Afragola? Difficile lanciarsi in altre dietrologie aziendali,
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