
I civili palestinesi continuano a morire e lo spazio per quelli rimasti vivi è sempre più ridotto, ma non basta. L’ONU è costretta a sospendere le operazioni umanitarie a Gaza. Dopo l’ultimo ordine di
evacuazione israeliano relativo a Deir al-Balah, un alto funzionario ONU ha comunicato che le Nazioni Unite dovranno interrompere ogni attività umanitaria a Gaza. L’ONU molte volte ha dovuto ritardare o sospendere le proprie attività, ma mai fino al punto da dire “non possiamo fare più nulla”.
Le restrizioni israeliane, le strade danneggiate ed i continui combattimenti hanno costretto le Nazioni Unite a fare un passo indietro. L’organizzazione internazionale ha però assicurato di essere intenzionata a riprendere le operazioni umanitarie il prima possibile. Un alto funzionario ONU ha dichiarato: “Non siamo in grado di lavorare nelle condizioni in cui ci troviamo. Stiamo cercando di bilanciare le esigenze della popolazione con l’esigenza di sicurezza e protezione del personale delle Nazioni Unite”.
Secondo il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby, i colloqui al Cairo su Gaza stanno facendo progressi, nonostante gli ultimi scontri tra Israele e Hezbollah. Al contrario, secondo quanto riportato da Reuters, che cita delle fonti della sicurezza egiziana, sia Hamas che Israele non hanno fatto alcun progresso, né hanno trovato un accordo fra le due parti. Intanto gli Stati Uniti continuano a descrivere i colloqui come costruttivi ed affidabili, quindi la verità da che parte sta? Si vuole davvero arrivare ad una tregua? E se sì, quando?
Un funzionario statunitense ha affermato: “Il processo continuerà nei prossimi giorni attraverso gruppi di lavoro per affrontare ulteriormente le questioni e i dettagli rimasti in sospeso”. Una delle questioni che saranno affrontate dai gruppi di lavoro riguarderà lo scambio di ostaggi israeliani e di prigionieri palestinesi. E proprio in merito a quest’ultimi, Israele ha espresso riserve su alcuni dei detenuti palestinesi di cui Hamas chiede il rilascio ed ha chiesto che se verranno rilasciati, dovranno lasciare Gaza.
Un altro punto critico riguarda la presenza israeliana nel cosiddetto Corridoio di Filadelfia. Quest’ultimo è uno stretto tratto di terra lungo 14,5 km (9 miglia) lungo il confine meridionale di Gaza con l’Egitto. I mediatori hanno offerto varie soluzioni a riguardo, ma nessuna di queste è stata accettata dalle due parti. I progressi di cui parlano gli Stati Uniti sembrano corrispondere più ad un’utopia che alla realtà, ma non perdiamo le speranze.
Con l’ONU costretta a sospendere le operazioni umanitarie, Gaza è praticamente sola. Dalla sua parte ha solo Hamas e terroristi radicali proveniente dal Libano, lo Yemen, l’Iran e l’Iraq. Contro si ritrova Israele, uno stato genocida che ha sottratto ormai tutto alla popolazione palestinese. Il bilancio delle vittime continua a salire ed è oltre i 40.000 e ancora non c’è qualcuno che riesca a mettere la parola fine. Mesi di colloqui intermittenti non sono riusciti a produrre un accordo per porre fine alla devastante campagna militare di Israele a Gaza o a liberare gli ostaggi rimasti rapiti da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre contro Israele.
E la sorte non aiuta nessuno, neanche quelli rimasti vivi. Dall’inizio dell’invasione israeliana, il 90% dei palestinesi della Striscia di Gaza ha cambiato rifugio almeno una volta. Lo spazio abitabile è stato ridotto drasticamente sia per i numerosi ordini di evacuazione imposti alla popolazione da Israele, sia per la creazione di “zone cuscinetto” occupate di fatto dai militari israeliani. Il problema principale riguarda però la densità di popolazione. Poco spazio e troppa gente non fanno altro che incrementare la possibilità di contrarre malattie aumentando così la crisi umanitaria.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...