
Parrebbe sia scomparso dagli elenchi del carcere, Alexei Navalny, l’oppositore russo in detenzione dal 2021. Accusato di aver fondato e finanziato attività e organizzazioni che le autorità russe ritengono «estremiste» e di ovvia matrice politica. È stato condannato in due diversi processi, a diciannove e undici anni e mezzo di reclusione.
A rendere nota la scomparsa è la sua portavoce, che ha inoltre sottolineato come i funzionari della colonia penale «si rifiutano di dire dove è stato trasferito». L’allarme della sua “scomparsa” era stata lanciata da Kyra Yarmysh, dopo che Navalny non era comparso in mattinata all’udienza di un processo alla quale avrebbe dovuto partecipare in videoconferenza dal carcere. I funzionari della colonia penale, dove Navalny è detenuto, avevano spiegato che ciò era dovuto «a presunti problemi della rete elettrica che andrebbero avanti dal 7 dicembre scorso».
A pesare ancora di più, sono i recidivi tentativi di eliminare la figura di Alexei Navalny da parte del governo russo. Nessun caso penale è mai stato aperto in Russia sull’avvelenamento di Aleksei Navalny avvenuto esattamente tre anni fa. A credere che fosse propria la Russia di Putin il mandante fu lo scoprire che è stato avvelenato con il novichok – un potente agente nervino di fabbricazione russa. E’ sopravvissuto per un soffio al tentativo di omicidio ed è tornato in Russia per continuare a lavorare per i principi di democrazia e libertà anche dalla cella.
Secondo quanto riferito dal media russo indipendente Meduza, la settimana scorsa Navalny ha avuto un malore nella sua cella della colonia penale Ik-6 Melekhovo. I medici sono intervenuti per somministrargli una flebo, ma al momento non si sa nulla sulle sue condizioni. E i suoi collaboratori non riescono in alcun modo a mettersi in contatto con lui.
«Abbiamo saputo che Alexei ha avuto un serio problema di salute, la sua vita è in pericolo». Così ha denunciato sabato Maria Pevchikh, della Fondazione anticorruzione di Navalny. «La settimana scorsa si è sentito male in cella, ha avuto le vertigini e si è sdraiato sul pavimento. Il personale è intervenuto facendogli una flebo. Non sappiamo cos’era, ma visto che non gli viene dato da mangiare, è tenuto in una cella di isolamento senza ventilazione, sembra che sia svenuto per la fame», aveva sottolineato. Nei giorni successivi al collasso tutto sembrava procedere normalmente, «gli avvocati lo hanno visto, si sentiva bene. Ma ormai è il terzo giorno che non sappiamo dove sia. E non ci sono state sue lettere per tutta la settimana», aveva aggiunto.
Dallo scorso 6 dicembre gli avvocati di Navalny non hanno più avuto il permesso di accedere alla struttura di Melekhovo e incontrare il loro assistito. Venerdì uno dei legali è rimasto fuori dal penitenziario tutto il giorno, senza risultati.
L’avvelenamento di Alexei Navalny non è un caso isolato, ma è parte di una strategia russa ormai consolidata. Gli avvelenamenti che vengono attribuiti al Cremlino, anche se con diversi gradi di certezza, sono diverse decine. Alcuni li conosciamo bene, oltre a Navalny avvelenato con un agente nervino mentre si trovava in Siberia. C’è il caso di Anna Politkovskaja, la giornalista che si occupava della guerra in Cecenia e che dopo aver subito minacce, un avvelenamento e una finta esecuzione, è stata uccisa nell’ascensore di casa sua a Mosca con due colpi di pistola al petto e uno alla testa.
Ancora più famoso è l’avvelenamento, nel 2006, di Alexander Litvinenko, ex spia russa e duro oppositore di Putin. Gli fu messo nel tè del polonio 210, un materiale rarissimo e altamente radioattivo. Uno dei casi di avvelenamento più recenti è quello dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia. Nel marzo del 2018 due agenti russi, spruzzarono l’agente nervino Novichok sulla maniglia della porta della casa di Skripal nella cittadina di Salisbury, vicino Londra. Padre e figlia una volta venuti a contatto con la maniglia perdono conoscenza e si accasciano su una panchina lì vicino. Ma, per un colpo di fortuna, vengono visti da un’infermiera di passaggio che nota che i due schiumano dalla bocca e i soccorsi riescono a salvarli.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...