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Lotta alla tratta di esseri umani, il servizio “Fuori Tratta” della Cooperativa Dedalus 

Redazione Informare
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5 ottobre 20225 min di lettura

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Lotta alla tratta di esseri umani, il servizio “Fuori Tratta” della Cooperativa Dedalus 

Indice (4)

  • 1La struttura amministrativa 
  • 2Tratta degli esseri umani in Campania 
  • 3Tratta degli esseri umani: un fenomeno in perenne evoluzione 
  • 4I numeri del progetto 

Il tema della tratta di esseri umani ritorna periodicamente nelle discussioni della politica: da destra a sinistra tutti sono chiamati ad esprimersi sul fenomeno, ma raramente ci si discosta dal collegamento di questo con l’immigrazione.  

Se scafisti, barconi e milizie libiche hanno sicuramente una rilevanza, tale narrazione non tiene conto del fatto che la tratta è da anni una realtà nel nostro Paese, una realtà che va affrontata anche indipendentemente dagli sbarchi dal Nord Africa. 

Quindi la domanda fondamentale è: cosa fa lo Stato italiano, sul territorio, per contrastare la tratta di esseri umani? 

La struttura amministrativa 

Nonostante una normativa riguardo la prevenzione della tratta di esseri umani esista da tempo in Italia, questa ha subito grosse modifiche negli ultimi anni. 

Con il Decreto Legislativo n. 24 del 4 marzo 2014 (su direttiva UE), il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato individuato come l’organismo deputato a coordinare, monitorare e valutare gli esiti delle politiche di prevenzione, contrasto e protezione sociale delle vittime di tratta. 

Il 26 febbraio 2016 il Consiglio dei Ministri ha adottato il primo Piano d’azione nazionale contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani per gli anni 2016-2018.” 

Dal 2016 il Dipartimento delle pari opportunità finanzia i Progetti Antitratta previsti dal Bando Unico di emersione, assistenza e integrazione sociale, che sono attuati da Enti pubblici e/o del privato sociale (generalmente su base regionale) e prevedono: attività di primo contatto, identificazione, protezione immediata e prima assistenza, ottenimento del Permesso di Soggiorno e integrazione socio-lavorativa delle persone con raggiungimento dell’autonomia abitativa. 

Tratta degli esseri umani in Campania 

Per capire se e come questi nuovi strumenti funzionino abbiamo intervistato i responsabili del progetto “Fuori Tratta” della Cooperativa Sociale Dedalus, ente proponente e attuatore del progetto in convenzione con la Regione Campania.

«Questa attività della cooperativa è partita più di vent’anni fa con azioni di prossimità dirette alle persone che lavorano in strada offrendo servizi sessuali a pagamento. Puntavamo a portare vicinanza e presenza, allo scopo di poter eventualmente cogliere da loro richieste di aiuti» ci racconta Paola Di Martino, coordinatrice dell’area tratta e sfruttamento della Dedalus. «Si è partiti così, ma ci si è dovuti interfacciare con un altro fenomeno, che è quello della tratta degli esseri umani, con donne costrette dai trafficanti a vendersi per strada». 

Il lavoro del progetto “Fuori tratta” si concentra su due aspetti: da una parte l’attività di prossimità di cui ci ha parlato Jean D’Hainaut, referente delle attività e mediatore culturale.

«L’attività di prossimità ha lo scopo di raggiungere la persona nel proprio spazio, assistendola nei bisogni personali primari, così da generare un rapporto di fiducia. Non è un momento facile, inizialmente c’è molta diffidenza. Una volta creato questo rapporto, procediamo ad offrire i nostri servizi come assistenza sanitaria e legale, fino all’entrata nel programma di protezione.  

L’attività di prossimità si svolge tramite l’unità di strada: un furgone con un’equipe multidisciplinare che è tendenzialmente in grado di coprire tutte le zone di provenienza delle persone che incontriamo. Io personalmente mi occupo di quel che riguarda l’osservazione del fenomeno, raccogliendo informazioni che possano servire alla progettazione dei bandi». 

…dall’altra, il supporto specifico ai singoli casi su cui ha continuato Paola di Martino: 

≪Ci sono tutta una serie di attività volte a fare emergere le storie, dopodiché, se la persona aderisce, partono le attività più specifiche per la persona, che vanno dall’accoglienza in struttura protetta (se è necessario proteggere la persona dalla rete dei trafficanti) all’assistenza in campo medico, psicologico e legale. Ciò ha lo scopo di portare la persona nella miglior condizione per l’attività di orientamento, bilancio delle competenze, formazione mirate all’inserimento nel mercato del lavoro e all’autonomia abitativa≫. 

Tratta degli esseri umani: un fenomeno in perenne evoluzione 

Paola Di Martino ha aggiunto che in questi anni il fenomeno si è modificato in conseguenza di moltissimi fattori, che vanno da questioni geopolitiche alle modifiche del contesto legislativo italiano.  

Da una parte, negli ultimi tempi la crisi ucraina e la crisi alimentare stanno spingendo nuovamente a venire in Europa ragazzi, uomini, ma poche donne e molti minori stranieri non accompagnati. 

Dall’altra, si registrano anche segnali positivi derivanti dalla riorganizzazione legislativa e amministrativa del 2016: grazie al fatto di essere parte di un sistema nazionale, è stata creata una rete in grado di affrontare problemi anche molto specifici; inoltre, in Campania, di recente, sono state messe in campo molte risorse da parte del Governo per fronteggiare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Un sistema in cui sono coinvolti gli stessi enti antitratta, deputati a valutare i casi di grave sfruttamento papabili per l’articolo 18 (del testo unico sull’immigrazione in materia di Tutela dello straniero vittima di violenza o grave sfruttamento). 

I numeri del progetto 

Nell’ultimo rapporto rilasciato dal progetto “Fuori tratta” e comprensivo dell’intero lavoro svolto dalle riforme del 2016 in poi, si parla di ben 14.200 contatti con persone oggetto di tratta (definibile come traffico di persone umane indotte coercitivamente alla prostituzione, al grave sfruttamento lavorativo, a mendicare o alla criminalità). La vasta maggioranza di queste è stata raggiunta dal servizio di prossimità, molte meno si sono rivolte al numero verde nazionale o a sportelli fisici. Quasi tutte sono donne. 

Ma non ogni contatto porta ad una persona fuori dalla tratta: solo 1.554 persone sono state prese in carico, a poco meno di un migliaio è stato garantito l’accesso al programma e la maggior parte di questi sono fermi alla sola prima assistenza. Solo in 46 hanno raggiunto la piena autonomia. 

«La fase più difficile è sganciare le persone dalla rete dei migranti, convincerle che possono avere una alternativa liberandole da tutte le possibili resistenze».

di Roberto Giuliano

Tags
  • #campania
  • #Dedalus
  • #esseri umani
  • #fuori tratta
  • #tratta
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