
In occasione della giornata mondiale contro il cancro al seno celebratasi ieri nel cuore di Milano, e precisamente in piazza San Babila, è comparso un’opera di street art che vede come protagonista la celebre star Angelina Jolie. L’opera è stata realizzata dall’ artista italiano Alessandro Palombo. Love yourself, così è intitolato il suo lavoro, non passa inosservato in quanto riflette pienamente l’intento dell’artista: sensibilizzare l’opinione pubblica alla prevenzione del tumore del seno, una potente riflessone sulla malattia, la mastectomia e i suoi effetti, identità femminile e accettazione e sull’importanza della diagnosi precoce del tumore.
Quest’artista è considerato il pioniere dell’arte sociale, una corrente artistica che ha iniziato a costruire quasi 30 anni fa e che oggi prosegue nel suo percorso di ricerca concentrandosi sulla cultura pop, la società, le disuguaglianze, l’inclusione e la diversità, l’etica e i diritti umani. Di recente, poi, il lavoro che tratta della mastectomia, intervento chirurgico usato per debellare il tumore al seno.
Quello di Angelina è solo uno tra i tanti volti più famosi dei nostri tempi simbolo della lotta al tumore del seno. Già nel 2015 Palombo aveva trattato il tema del cancro al seno ritraendo le eroine dei cartoon, dalle principesse Disney come: Biancaneve, Jasmine, Cenerentola, Ariel, Aurora e Tiana, fino a Marge Simpson, Wonder Woman, Olivia, Wilma Flintstone, Betty Boop e Jessica Rabbit. Vennero rappresentate tutte come sopravvissute, con i segni della mastectomia.
Non solo, Palumbo si è espresso anche in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. L’anno scorso, infatti, nel mese di novembre, in alcuni punti strategici di Milano, sono apparsi i ritratti delle politiche con i segni evidenti di una violenza: da Angela Merkel a Alexandria Ocasio-Cortez, da Hillary Clinton a Michelle Obama.
L’attrice hollywoodiana Angelina Jolie, tra le più brillanti star nel firmamento cinematografico, rivelò al New York Times nel 2013 di essersi sottoposta a una duplice mastectomia preventiva per ridurre il rischio di cancro, la notizia fece scalpore. Raccontò che sua madre era morta di questa patologia a soli 56 anni e che lei aveva deciso di sottoporsi a un intervento tanto invasivo proprio perché aveva scoperto un gene, il BRCA1, che aumenta le probabilità di avere un cancro al seno e alle ovaie. Con quell’intervento, disse, aveva ridotto il rischio dall’87 al 5%. Alla luce di ciò quest’opera è al contempo un monito per tutte le donne alla prevenzione e un modo per demistificare le cicatrici, per trasmettere un’idea di corpo, che pur non perfetto, può essere anche esibito con naturalezza.
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