
L’arte permette di superare qualunque barriera, anche quella estrema della morte. Il 1° marzo 2012 Lucio Dalla smetteva di vivere in questo mondo, eppure la sua arte ha continuato a viaggiare nella sua musica e nel testamento in canzoni che ci ha lasciato.
Compie 79 anni, dunque, un uomo, un artista, una fonte inesauribile di bellezza, di riflessione, di introspezione e di estetica, di equilibrate contraddizioni. Compie 79 anni un uomo che ha incarnato la musica in 50 anni di carriera, mostrando una versatilità fuori dal comune. La formazione jazz ha accompagnato la sua costante ricerca di stimoli ed orizzonti musicali che lo hanno portato a sperimentare diversi generi.
Una ricerca che lo ha portato a vestire i panni dell’interprete, dell’autore musicale, del paroliere. Una ricerca instancabile che lo ha portato a suonare il pianoforte, il sassofono, il clarinetto, la fisarmonica, i sintetizzatori, in un mix di sonorità che probabilmente hanno dato vita ad un vero e proprio “genere Lucio Dalla”.
In questi giorni in cui rimbalzano le notizie della guerra in Ucraina e della contrapposizione tra la Russia e l’occidente, vengono in mente le parole della sua intramontabile Futura. Una canzone scritta al Charlie Check Point, punto di passaggio tra Berlino est e Berlino Ovest, in una contemplazione di quel Muro simbolo della divisione mondiale.
Il sogno di un incontro, di un sentimento capace di abbattere qualsiasi barriera e di aggrapparsi alla speranza di lasciare un mondo migliore a quella che diventa insieme causa e fine ultimo del non arrendersi: una nuova vita.
Ascoltare questa canzone significa entrare in una dimensione diversa, assumendo la capacità di vedere le scene descritte. Scene che riguardano la Guerra fredda, il Muro di Berlino e, quindi, gli anni ’80, ma che si sovrappongono molto facilmente alla sofferenza generata dal conflitto di questo inizio 2022.
“Aspettiamo che ritorni la luce, di sentire una voce. Aspettiamo senza avere paura, domani”.
Buon compleanno, Lucio.
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