
La Superlega sarà realtà. La Corte di Giustizia Europea ha certificato con una sentenza l’abuso di posizione dominante da parte della UEFA e della FIFA. Un lasciapassare storico per la creazione di nuove competizioni parallele a quelle già esistenti e controllate appunto dalla Uefa.
L’idea della Superlega nel calcio ebbe origine nel 2021. (leggi qui). L’idea venne principalmente da un gruppo ristretto di club europei di alto profilo desiderosi di ridefinire il panorama calcistico continentale. Tra i principali artefici di questa proposta spiccano il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, e Andrea Agnelli, oggi ex Presidente della Juventus e figura chiave nell’organizzazione della Superlega.
La “nascita” della Superlega suscitò reazioni negative immediate da parte delle istituzioni calcistiche esistenti, come la UEFA, la FIFA e le federazioni nazionali. In risposta alle pressioni e alle critiche, numerosi club iniziarono a ritirarsi dal progetto in pochi giorni dal suo annuncio. Da non sottovalutare anche la reazione dei tifosi, le persone che dovrebbero avere un ruolo importante per la salvaguardia di questo sport: proprio i tifosi hanno reagito in modo negativo alla Superlega, percependola come una minaccia alla tradizione e all’integrità del calcio. Si sottolineò la possibile perdita di connessione emotiva tra i tifosi e i club potrebbe avere conseguenze a lungo termine.
All’epoca, il “golpe Superlega” durò soltanto 48 ore a causa della disgregazione del fronte dei dodici top club europei fondatori dopo l’uscita di scena delle squadre inglesi: Manchester United, Manchester City, Tottenham, Liverpool, Chelsea e Arsenal, seguiti dall’Inter. Leader politici, parlamento Europeo, istituzioni sportive, media internazionali, tifosi, giocatori e allenatori persino delle società che avevano aderito, si schierarono tutti contro il nuovo progetto della Superlega che sfuma dopo solo due giorni dalla sua nascita. UEFA, la Fifa e le Federazioni furono chiare: “Chi aderisce è fuori da tutto“
Oggi però, la sentenza ribalta tutto. Soprattutto le posizioni categoriche della UEFA: secondo la Corte di Giustizia Ue, infatti, la UEFA non può esercitare il monopolio sul calcio. Sarebbe dunque legale creare una competizione parallela gestita dai club. “Le norme Fifa e Uefa sull’approvazione preventiva delle competizioni calcistiche interclub, come la Super League, sono contrarie al diritto dell’Ue. Sono contrari alla bassa concorrenza e alla libera prestazione dei servizi”, spiega la Corte nella sentenza C-333/21 sulla Superlega. Sentenza accolta come una vittoria per i sostenitori della Superlega. Preoccupazione evidente per gli alti ranghi della UEFA. Ma come dovrebbe funzionare questo nuovo torneo?
La Superlega ha inizialmente avuto i connotati di un torneo d’élite. Poi c’è stato un evidente resettaggio della competizione. Oggi la Superlega si presenta come un campionato europeo per club aperto a 64 squadre divise in 3 leghe (Star, Gold e Blue) con una fase a gironi e una a eliminazione diretta. Non avrà membri permanenti, ma promozioni e retrocessioni tra le varie leghe, con un minimo di 14 partite garantite per ciascun club.
Questa, in estrema sintesi, la nuova proposta di Superlega (sia maschile che femminile) presentata ufficialmente da A22 Sports, la società nata appositamente per sostenere il nuovo progetto calcistico la cui nascita, dopo la storica sentenza, appare oggi decisamente più vicina. “Abbiamo ottenuto legalmente il diritto di competere – le parole di Bernd Reichart, CEO di A22 – ” Il calcio di club europeo è libero. Il monopolio della UEFA, durato quasi 70 anni, è finalmente finito”.
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