
L’Università Federico II di Napoli consolida sempre di più il suo ruolo da protagonista nel panorama accademico internazionale, entrando di diritto tra le prime 100 università al mondo nell’ambito della classifica del QS World University Rankings by Subject 2026. Un traguardo cruciale, che testimonia il prestigio dell’ateneo partenopeo e, più in generale, la qualità del sistema universitario italiano, sempre più riconosciuta a livello globale.
Giunta ormai alla sua sedicesima edizione, la classifica curata da QS Quacquarelli Symonds ha preso in esame oltre 21.000 programmi accademici relativi a più di 1.900 università, distribuite in oltre 100 Paesi. Le valutazioni, fondate su criteri e parametri diversi, come quelli della reputazione accademica, dell’impatto della ricerca e dell’occupabilità dei laureati, coprono circa 55 discipline suddivise in cinque macroaree fondamentali: arti e scienze umane, ingegneria e tecnologie, scienze della vita e medicina, scienze naturali, scienze sociali, economiche e manageriali.
Nel complesso la nuova edizione del 2026 vede l’Italia migliorare nettamente la sua presenza nella classifica, all’interno della quale figurano circa ben 60 atenei – mentre l’anno scorso, nel 2025, se ne contavano 56 – e ben 769 posizioni complessive in classifica. A guidare la rappresentanza nazionale è Bologna, con 50 voci. Tuttavia, anche Napoli si distingue con 31 posizionamenti, grazie soprattutto alle grandi performance dell’Università Federico II, da sempre un fiore all’occhiello del panorama accademico meridionale e, in particolare, partenopeo.
L’ateneo napoletano, infatti, ha dimostrarsi di saper imporsi soprattutto nell’ambito di alcune discipline di punta, risultando tra i migliori al mondo in Ingegneria civile e strutturale, Scienze veterinarie, Lettere classiche e Odontoiatria. Un risultato incredibile, che conferma la solidità di una tradizione accademica millenaria, capace di unire radici storiche – non a caso, infatti, la Federico II rappresenta la più antica università laica dell’intero continente europeo – e un’innovazione scientifica instancabile, che anno dopo anno riesce a compiere dei notevoli passi da gigante.
Secondo gli analisti di QS, il merito di questa crescita esponenziale è da attribuire soprattutto ai grandi atenei pubblici generalisti, che continuano a sostenere la visibilità e la reputazione internazionale dell’Italia. E la Federico II ne è un esempio virtuoso: un’università che coniuga un alto livello di formazione con una costante attività di ricerca sul territorio, attirando così ogni anno migliaia di studenti da tutta Italia e dall’estero. Insomma, si tratta di un riconoscimento che non riguarda affatto soltanto l’ateneo, ma bensì l’intera città, da sempre crocevia di cultura, scienza e sapere. Un premio che appartiene, dunque, anche alla città di Napoli, la quale ancora una volta dimostra di saper guardare lontano.
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