
Continua la mobilitazione per Gaza e, dopo l’occupazione dell’Università di Napoli L’Orientale da parte degli studenti del Collettivo Autorganizzato Universitario per sostenere la missione della Global Sumud Flotilla e chiedere la rescissione degli accordi con Israele, ora scende in campo anche il Senato accademico dell’Ateneo, che ha approvato una mozione che, richiamando la storicità della questione israelo-palestinese, chiede la fine delle atrocità a Gaza e lo stop alla collaborazione con università, istituti o enti che siano direttamente o indirettamente implicati nelle operazioni militari in corso.
Infatti, nel documento approvato, l’Università di Napoli L’Orientale prende innanzitutto in considerazione il perdurare delle aggressioni sistematiche senza precedenti dell’esercito israeliano e il brutale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, nonché la sproporzione delle azioni offensive, condotte da quasi due anni, che stanno causando nella Striscia di Gaza decine di migliaia di vittime tra i civili, con un numero impressionante di donne, di bambini e la distruzione sistematica di ogni struttura compresi ospedali, scuole e università. Inoltre, pone l’accento sulle violazioni dei diritti umani fondamentali accertate e reiterate nella Striscia, ivi compreso l’uso della fame nell’ambito di una guerra dalle conseguenze imprevedibili sul piano regionale e internazionale.
Pertanto, lo storico Ateneo napoletano, la più antica scuola di sinologia e orientalistica d’Europa, fondato nel 1724 da Matteo Ripa, sacerdote secolare e missionario, richiamando la propria tradizione secolare di attenzione, dialogo e difesa di ogni cultura in una pluralità di approcci, e della propria vocazione umanistica aperta al mondo intero senza esclusioni, in nome dell’unità di tutto il genere umano, ricorda di aver sostenuto, in questi due anni, varie iniziative volte a informare la propria comunità e la cittadinanza in merito agli avvenimenti in corso a Gaza e nei territori occupati, compreso il riconoscimento di borse di studio e iniziative rivolte a studenti e studentesse palestinesi.
Il Senato accademico, richiamando l’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che ripudia la guerra, e facendo proprie le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’inaccettabilità della situazione e su un cessate il fuoco immediato, ribadisce l’importanza insostituibile della cooperazione scientifica e didattica per promuovere il dialogo tra paesi diversi e politiche di pace e di riflessione critica.
Quindi, l’Ateneo auspica l’immediata interruzione delle ostilità e una ripresa del dialogo che riconosca i diritti delle due parti, richiama nel rispetto delle Convenzioni di Ginevra l’assoluta necessità dell’apertura di corridoi umanitari sicuri per soccorrere coloro che hanno bisogno di urgenti cure mediche, chiedendo il rilascio immediato degli ostaggi da parte di Hamas, condanna, in accordo con quanto disciplinato dal diritto internazionale, le azioni di guerra condotte contro i civili di Gaza e la sua sistematica distruzione.
Inoltre, il Senato accademico sostiene tutte le iniziative umanitarie di ogni genere – civile, laico e religioso – atte ad alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza e a promuovere politiche di pacificazione e mediazione condannando tutte le azioni rivolte a contrastare le iniziative umanitarie e di dialogo.
Ancora, i docenti, le ricercatrici e i ricercatori sono invitati a potenziare le iniziative accademiche a sostegno di studentesse e studenti palestinesi di Gaza e della Cisgiordania colpite, mentre l’Ateneo si impegna a non stipulare accordi di collaborazione o convenzioni con università, istituti o enti che siano direttamente o indirettamente implicati nelle operazioni militari in corso e a continuare a congelare quelle in essere fino alla cessazione del conflitto e al riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
Infine, il Senato accademico esprime il proprio sostegno, attivandosi anche in modo concreto, alle colleghe e ai colleghi israeliani che si oppongono al conflitto in atto e all’invasione di Gaza, sostenendo il dialogo e i rapporti di collaborazione con quelle istituzioni universitarie e di ricerca che contestano l’azione bellica e si riconoscono nei valori della pace, chiedendo altresì alle forze in campo, alla Comunità internazionale e
agli attori regionali di porre fine alla vergognosa condizione dei profughi, contribuendo invece a tutto ciò che può servire alla pacificazione dell’area.
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