
Il 10 ottobre è la Giornata mondiale della salute mentale. Diversi anni fa, lo psichiatra Franco Basaglia, si occupò di salute mentale, generando una vera e propria rivoluzione su questo tema, mettendo finalmente fine ai manicomi. Grazie a lui e a tante persone impegnate a mutare radicalmente il trattamento che veniva riservato alle persone con problemi di salute mentale.
Lo psichiatra Basaglia è ricordato in tutto il mondo come la persona che ha portato alla chiusura dei manicomi in Italia, grazie alla legge 180, chiamata anche “legge Basaglia“, approvata nel 1978.
Basaglia nasce nel 1924 da un’agiata famiglia veneziana. Si definisce un “antifascista istintivo“. Nel 1944 ricopre le lavagne della sua università con lo slogan “Morte ai fascisti, libertà per il popolo“. Venne arrestato e trascorre sei mesi in prigione. L’esperienza del carcere sarà fondamentale nello sviluppo della sua visione.
Quando si ritrova a lavorare come direttore del manicomio di Gorizia negli anni ’60, Basaglia nota delle somiglianze tra carcere e manicomio. Inizia a considerare i pazienti come persone anziché ‘matti’ da controllare e punire.
Grazie a Basaglia furono introdotti cambiamenti radicali. I medici abbandonarono i camici bianchi, i pazienti parteciparono ad attività artistiche e sociali, e vennero incoraggiati i contatti familiari. Le strutture furono trasformate: reparti chiusi, sbarre, catene e camicie di forza furono rimossi. La legge 180 del 1978 decretò la chiusura dei manicomi.
Il Rapporto 2022 dell’OMS (RP22) offre una valutazione completa e aggiornata dell’attuale situazione della salute mentale a livello globale, a vent’anni dal World Health Report 2001.
In troppi paesi l’organizzazione dei servizi è ancora concepita in modo da non facilitare la promozione e la difesa dei diritti ma, al contrario, favorirne la violazione. Infatti, ancora oggi i paesi destinano la maggior parte delle risorse agli ospedali psichiatrici. La drammatica realtà è rappresentata dalla constatazione che in molti paesi, spesso quelli meno sviluppati economicamente, le persone con disturbi mentali continuano a risiedere in grandi manicomi o in istituti di assistenza sociale con condizioni di vita precarie, con assistenza clinica inadeguata e frequenti violazioni dei diritti umani.
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