
Dalle scrivanie di una multinazionale al profumo dell’insalata appena colta. La storia di Francesco Pio Fiorillo, giovane imprenditore napoletano, è un racconto di ritorni, di sogni coltivati con pazienza e di un futuro che profuma di verde. Nato a Licola e trasferitosi a Napoli da adolescente, dopo una laurea in Economia e Management alla Cattolica di Milano e un lavoro come revisore contabile, Francesco ha scelto di tornare alle origini. Ma con un’idea nuova in testa: coltivare senza terra, con l’acqua come alleata. «Mi ha sempre affascinato l’idroponica: un modo pulito di coltivare, senza sprechi, e con prodotti di altissima qualità». La svolta arriva nel 2021, con un bando della Regione Campania per il rilancio della Terra dei Fuochi attraverso l’innovazione agricola. Francesco partecipa e vince. È l’inizio di una rivoluzione personale. Lascia il lavoro, affronta un iter burocratico tortuoso e inizia a progettare la sua serra idroponica. I lavori veri e propri partono solo nel 2023, ma nel frattempo continua a sperimentare all’interno di una serra temporanea.
Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti: una serra a Licola, alimentata da due laghi artificiali – uno dei quali raccoglie acqua piovana – dove si coltivano ortaggi a foglia in un ciclo chiuso che riduce il consumo d’acqua del 95%. Il progetto, che prende il nome di Lympha, ha aperto ufficialmente nel giugno 2024. «In idroponica le piante non competono tra loro, non si tocca il terreno, e si ottiene un prodotto pulito, bello, e ancora vivo al momento della vendita». Con Lympha, Francesco rifornisce dodici distributori, tra cui diversi ristoranti. Ma il progetto non si ferma alla coltivazione: l’azienda fornisce consulenze e impianti per chi vuole coltivare in casa, e realizza pareti verdi ornamentali per negozi e spazi privati, con l’obiettivo di unire estetica, autosufficienza e sostenibilità.
Un aspetto che sorprende è la qualità visiva del prodotto: ortaggi così belli da sembrare finti. Un problema, paradossalmente. «Le persone pensano che siano finti. Ho capito che l’occhio vuole la sua parte, ma la gente non è ancora pronta a un prodotto che appare perfetto e ha ancora la radice. Preferisce la comodità di un’insalata già tagliata, anche se perde gran parte delle proprietà nutrizionali». Infatti, gli ortaggi coltivati in serra idroponica e raccolti con la radice sono ancora vivi al momento della vendita. Questo significa che non perdono vitamine, freschezza o croccantezza, al contrario delle verdure da banco, che dopo poche ore iniziano a deteriorarsi. «Un ortaggio a foglia tagliato in campo comincia a perdere le sue qualità nutritive già dopo due ore. Noi, con Lympha, offriamo un prodotto vivo, che conserva tutte le sue proprietà fino al consumo».
Per cambiare prospettiva, Francesco parte dalle nuove generazioni. Collabora con le scuole del territorio, organizza giornate educative in serra e laboratori sull’agricoltura sostenibile. «I bambini si divertono, imparano che l’agricoltura consuma risorse e che anche gli scarti possono diventare una risorsa. Attraverso un’esperienza concreta e giocosa, facciamo educazione ambientale». La sua è una sfida a lungo termine: riportare valore alla terra – o meglio, all’acqua – in un territorio ferito come la Terra dei Fuochi. Un esempio di innovazione che parte dal basso, con radici nella passione e nello studio, e che guarda al futuro con fiducia e determinazione. Lympha ne è la prova vivente.
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