
Progetto Life Ursus, Sergio Costa: “Sapere che Papillon è chiuso in una gabbia fa male. Nei suoi mesi di ritrovata libertà non ha mostrato pericolosità verso l’uomo, ha cercato cibo, come è giusto che sia. Poteva essere radiocollarato nuovamente e seguito a distanza. Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, con il quale sono in contatto, conosce bene la mia posizione. Quindi ho dato mandato attraverso gli uffici del ministero a Ispra e ai Carabinieri Forestali di andare a verificare le condizioni di salute di Papillon e degli altri due orsi che si trovano a Casteller, un luogo ormai al limite della sua capienza. Vogliamo che in questa detenzione almeno sia garantito il benessere animale”.
“Non è un mistero che nei mesi scorsi io abbia provato tutte le strade per poter trovare una nuova casa per Papillon all’estero. Ma per ora le notizie non sono positive. Credo però che il discorso vada reimpostato completamente. Premesso che la sovrappopolazione denunciata dal presidente della provincia di Trento sia da dimostrare, ho scritto una lettera ai presidenti delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia affinché si possa estendere ai territori da loro amministrati il progetto “Life Ursus” – spiega il ministro – un progetto europeo di reintroduzione dell’orso bruno ambizioso e ben riuscito, se consideriamo che questi splendidi mammiferi erano quasi estinti negli anni 80.
“Andranno chiaramente approfondite con rigore scientifico le opportunità e le problematiche collegate ad un trasferimento di alcuni animali oggi presenti in Trentino, ma resta necessaria un’intesa tecnica e politica rispetto al progetto di reintroduzione tra le nostre amministrazioni”.
Il ministro Costa ha quindi chiesto ai tre presidenti la disponibilità a un incontro per approfondire la tematica. “Sono certo che un progetto di tale rilevanza e che ha già mostrato il successo, sarà accolto favorevolmente dai presidenti Fedriga, Zaia e Fontana”.
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