
Come non iniziare questa riflessione parlando del Festival di Sanremo 2024 e dello strascico di polemiche che come al solito crea? Sicuramente la polemica maggiore è stata creata dai voti strepitosi ricevuti da casa per il rapper Geolier (61%) sui fischi del pubblico e dall’abbandono della sale di alcune persone in platea dopo la serata cover. Da Napoli gli interventi sono stati molteplici e autorevoli: c’è chi ha parlato di risentimento verso la napoletanità e addirittura molti gridano al razzismo verso i napoletani.
Personalmente ho un opinione completamente diversa, mi spiego: grazie ad Amadeus, ottimo direttore artistico, in questi ultimi cinque anni si riusciti a cambiare completamente l’impalcatura ed il sistema del festival, e da ex dj si è aperto ai giovani e i protagonisti sono diventati loro, sia per i cantanti ospitati sia per l’impostazione generale: fresca, sociale, informale e mai fuori le righe grazie anche alla spalla di Fiorello.
Pertanto se un Geolier, di cui non apprezzo la musica, riceve il 60% dei voti da tutt’Italia, questi voti vanno interpretati e sono da parte dei giovani; coloro che hanno fischiato e sono usciti dalla sala erano semplicemente ascoltatori che non hanno apprezzato il testo e nemmeno compreso una parola come il sottoscritto…cioè “vecchi“!
Occorre però ricordare che la canzone napoletana è amata in tutto il mondo, ed il primo festival fatto a Sanremo nel ‘32 era il Festival di Napoli. Questa è la mia convinzione e ritengo che vada superata tale forma di vittimismo e difesa della napoletanità ad ogni costo, anche quando non è necessario come in questo è il caso.
Sono stato a Firenze in questo periodo e mi avevano consigliato il ristorante la Giostra, vicino al Duomo, all’ingresso c’era un signore pieno di bracciali (il proprietario), siamo stati accolti con un grande sorriso ma lui si è subito dispiaciuto nel farci entrare perché eravamp senza prenotazione. Non appena ho detto “ma vengo da Napoli per voi“, lui non hanno esitato: “Scusaci, per i napoletani c’è sempre posto“. E abbiamo cenato divinamente.
Non trasformiamo tutto in una partita di calcio dove gli estremi esistono e spesso sono deplorevoli ed offensivi, ma è tifo e in modo particolare quando vinci, come l’anno scorso con lo scudetto vinto in modo superlativo. Questo Sanremo verrà ricordato per tante cose positive che hanno lasciato il segno, dal sociale come la mamma di Gio Giò all’arte di Bolle e tant’altro, ma va fatto un plauso sia per gli ascolti, sia per i contenuti.
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