
Il futuro dell’Area Macrico di Caserta e della realizzazione del Campo sognato dalla Chiesa di Caserta. A che punto siamo per il Campo Laudato Si’ da quando ci siamo lasciati nell’ottobre del 2023? Il Masterplan per la resurrezione dell’Area Macrico presentato alla cittadinanza ha davvero accolto consensi. Il Masterplan è stato realizzato dall’architetto Massimo Alvisi, titolare di uno studio internazionale di architettura e urbanistica con Junko Kirimoto, insieme a LabGovCity.
Oggi la notizia è che nei giorni scorsi la Regione Campania ha destinato 30 milioni di euro dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per la realizzazione del primo quadrante del Campo Laudato Si’, che ospiterà il Parco della Biodiversità. Un passo significativo verso la rigenerazione dell’area ex Macrico a Caserta, un progetto ambizioso che mira a coniugare sostenibilità, tutela del patrimonio storico e sviluppo urbano.

Ieri mattina, nella sede della Regione Campania, si è tenuto un incontro tecnico propedeutico all’avvio della procedura per la concertazione di un accordo di programma. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero, guidati da Don Antonello Giannotti, la Fondazione Casa Fratelli Tutti con i tecnici Elpidio Pota e Raffaele Zito, il Comune di Caserta rappresentato dall’assessore Massimiliano Rendina e dal dirigente dell’Ufficio Tecnico, Luigi Vitelli, oltre ai tecnici della Regione guidati dal dirigente Alberto Romeo Gentile.
L’obiettivo dell’incontro era verificare la completezza della documentazione già fornita agli uffici comunali e regionali. Il Comune ha riconosciuto nel Masterplan dello studio Alvisi Kirimoto la base per la definizione dell’accordo di programma, richiedendo ulteriori dati per le verifiche legali sugli standard urbanistici. Questi calcoli saranno fondamentali per definire le opere di urbanizzazione primaria e per passare alla fase successiva: la realizzazione del progetto esecutivo.

Uno degli ostacoli principali al progresso del progetto è la presenza di edifici vincolati nell’area, soggetti sia al vincolo della Soprintendenza, che ne impone il restauro, sia a quello urbanistico, poiché ricadono in un’area a destinazione pubblica (zona F). Questi vincoli comportano una serie di sfide, tra cui la necessità di progettare parcheggi, obbligatori per legge in caso di edifici a funzione pubblica. Nonostante le difficoltà, i rappresentanti delle istituzioni coinvolte hanno espresso ottimismo: «Stiamo lavorando per risolvere ogni criticità e raggiungere un’intesa perfetta, nel pieno rispetto delle aspettative della città», hanno dichiarato dalla Fondazione.
Don Antonello Giannotti ha sottolineato l’impegno comune per portare a termine l’opera, evidenziando l’apertura di un tavolo tecnico che lavorerà a ritmo serrato per raggiungere l’accordo di programma entro giugno. «C’è la volontà di realizzare l’opera, rispettando il Masterplan e il Manifesto del vescovo», ha aggiunto.Il progetto esecutivo, una volta completato, dovrà definire nei minimi dettagli i lavori da realizzare, i costi previsti, il cronoprogramma e ogni elemento in termini di forma, tipologia, qualità, dimensioni e prezzo. Un passo cruciale per trasformare in realtà un’opera che promette di diventare un simbolo di rigenerazione urbana e ambientale per Caserta e l’intera Campania.
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