
Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, che ha destato tanto scalpore nel nostro Paese, non si è fatto attendere l’appello di Don Maurizio Patriciello. Il parroco anticlan di Caivano, come di consueto, ha fatto sentire la propria voce chiedendo una strada in ricordo del piccolo Giuseppe di Matteo. La storia di Giuseppe di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, è nota a molti: i mafiosi lo rapirono all’età di 12 anni, lo strangolarono e poi lo sciolsero nell’acido l’11 gennaio 1996.
Don Patriciello ha raccontato i sentimenti provati sul luogo dell’omicidio del piccolo Di Matteo: “Ero a Palermo il giorno in cui è stato arrestato Matteo Messina Denaro. Sono stato, qualche anno fa, a San Giuseppe Jato, nel covo dove, dopo 779 giorni di orribile prigionia, fu strangolato il piccolo Giuseppe Di Matteo, prima di essere sciolto nell’acido. Mi sembrò di scendere all’inferno. Insieme al mio carissimo confratello don Fortunato Di Noto e a tante persone buone, e interpretando il desiderio della stragrande maggioranza di italiani, chiediamo che in ogni paese siciliano – e non solo – venga intitolata una strada al piccolo Giuseppe Di Matteo. Martire della mafia”.
Le parole di Don Patriciello fanno emergere l’importanza del ruolo della memoria e dell’educazione nelle giovani generazioni di oggi: “I giovani di oggi e di domani debbono conoscere il calvario cui fu sottoposto questo loro innocente coetaneo. Perché non abbia a ripetersi mai più. Per non dimenticare. Per sperare di essere domani migliori di come fummo ieri”.
Alla richiesta del sacerdote, si è aggiunta anche la voce dell’Associazione Nazionale Magistrati. Il giudice Fabrizio Guercio, presidente della sottosezione marasalese dell’Anm, si è espresso sulla proposta di intitolare il secondo circolo didattico Ruggero Settimo di Castelvetrano a Giuseppe Di Matteo, trucidato per volere di Cosa Nostra e di Matteo Messina Denaro. Si tratta di una scelta non casuale, poichè lo stesso Messina Denaro ha frequentato questa scuola.
Tutto ciò spinge ad una riflessione importante: la mafia può essere sconfitta e le nuove generazioni sono parte integrante di questa sfida.
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