
Il nuovo report Mal’Aria 2026 di Legambiente racconta di una lenta ma importante riduzione dell’inquinamento atmosferico rispetto agli anni scorsi, in vista delle nuove norme europee che entreranno in vigore nel 2030. In questo scenario la Campania arranca, ma ci sono dati positivi che lasciano sperare. Considerando le principali sostanze inquinanti e i parametri imposti, è possibile analizzare il quadro generale.
Mal’Aria 2026 di Legambiente considera innanzitutto il PM10, polveri sottili dal diametro di dieci nanometri. Le centraline di monitoraggio possono registrare un valore superiore a 50mg/mc al massimo 35 giorni in un anno. Basta che almeno una centralina superi il limite affinché il territorio comunale risulti fuori norma. Caserta non figura tra le città che hanno superato questa soglia nel 2025. Anche a livello nazionale si riscontra un miglioramento, perché sono state 13 città a superarlo, contro le 25 del 2024 e le 18 del 2023. Invece, se consideriamo un altro parametro, la media annua di PM10 per città, l’attuale soglia è di 40mg/mc, ma l’obiettivo scende a 20mc nel 2030. In questo scenario Caserta potrebbe rientrare nelle nuove norme (26mg nel 2025), lo stesso vale per Salerno con 22mg.
Non si può dire altrettanto di Napoli, per cui si rileva un peggioramento costante. Napoli nel 2025 è tra le province che ha superato il limite di concentrazione giornaliera di PM10 più volte, ben 64, terza in classifica. Nel 2024 ben 57 volte mentre nel 2023 era di 36: un grave peggioramento di cui è necessario invertire la rotta. Napoli è inoltre tra le città più a rischio di non rientrare nel nuovo limite di 20mg/mc, con una media annua di 28mg del 2025, posizionandosi quinta nella classifica delle province peggiori mentre nel 2023 era diciassettesima. Attualmente, parlando di media annua, questo limite è fissato a 40mg per cui nessuna città in Italia lo supera: ma considerando le nuove norme dell’UE a 20mg, si è ben lontani dagli obiettivi da raggiungere.
Un altro fattore in gioco è costituito da polveri ancora più sottili, le PM2.5, particelle miste di metalli, fibre, solfati, materiale inerte e nitrati. Queste penetrano nei polmoni provocando problemi cardiocircolatori e respiratori, sia acuti che cronici se l’esposizione avviene a lungo termine. Anche per queste è necessario considerare vecchie e nuove soglie. Attualmente a 25mg/mc, nessuna città italiana ha sforato, ma nel 2030 si abbassa a 10mg, e mentre Caserta, Avellino e Benevento già rientrano, Salerno non risulterebbe idonea con 14mc, e neanche Napoli con 12mg.
Ma è sul biossido di azoto (NO2) che la Campania deve fare i conti più salati. Il limite attuale è di 40mg/mc, ed è vero che nessuna città in Italia lo supera. Ma se confrontiamo gli ultimi tre anni lo sviluppo è preoccupante: nel 2023 Napoli era in cima alla classifica delle province italiane per NO2, con 38mg/mc di media annua. Nel 2024 la situazione è peggiorata, infatti il capoluogo ha raggiunto esattamente la soglia di 40mg insieme a Palermo.
Nel 2025 Napoli è ancora in vetta alla classifica, con media annua di 38mg, per cui è necessaria una diminuzione di quasi 50% per rientrare nella nuova soglia. Anche Salerno, con media di 27mg/mc, necessita di almeno 25% di riduzione. Ancora più grave la situazione se si considera che a Napoli nel 2024 una centralina ha rilevato un’emissione che supera il limite imposto dalla legge, arrivando a 54 mg in un solo giorno.
A questo punto è possibile effettuare un confronto tra le 5 province campane nei due anni, considerando la media di polvere sottili e di biossido di azoto. Dai numeri di Mal’Aria 2026 di Legambiente, nel 2023 Caserta presentava una media di 26mg/mc per il PM10, nel 2024 scende a 24mg, nel 2025, ultimi dati, torna a 26. Napoli resta costante nei tre anni, con 28mg, come anche Benevento che resta a 26mg. Salerno vede una diminuzione, passando da 24 del 2024 a 22 del 2025. Avellino nel 2023 aveva una media di ben 29mg, scesa positivamente a 21 nel 2024. Aumenta leggermente a 23 nel 2025, risultando complessivamente la città con il miglioramento più notevole.
Per l’NO2, ottimo il bilancio per Caserta, con un costante abbassamento da 23mg, a 21mg, a 18 mg nell’ultimo anno. Napoli torna a 38mg come nel 2023 non mostrando significativi cambiamenti. Anche per Salerno si passa dal 21mg nel 2023 a 27mg nel 2025. Benevento stabile (19, 17, poi 18), Avellino peggiora passando dai 18mg del 2023 ai 20mg dell’ultimo anno.
Questi dati mostrano come un cambiamento in positivo è possibile, tuttavia non esiste ancora una vera continuità di interventi mirati. I miglioramenti, lì dove ci sono stati, sono il frutto di condizione metereologiche più favorevoli o di nuove tecnologie tra loro isolate, spiega Legambiente, non parte di un piano istituzionale coeso. C’è ancora moltissimo lavoro da fare per poter rientrare nelle norme europee del 2030.
Al momento l’Italia è stata oggetto di quattro procedure di infrazione da parte della Commissione europea, di cui l’ultima recentissima (febbraio 2026) per il mancato aggiornamento del programma nazionale di controllo per l’inquinamento atmosferico da anidride solforosa, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca e particolato fine, come prescritto dalla direttiva NEC 2016. E in ballo non c’è solo la salute: nel 2024 l’Italia ha pagato €888 mln per queste procedure. Sono quindi necessari interventi strutturali prioritari, nell’ambito della mobilità, dei riscaldamenti, delle emissioni industriali e dell’agricoltura, ma soprattutto è necessario un serio monitoraggio. Senza controllo efficace delle centraline su tutto il territorio, non è possibile monitorare le emissioni inquinanti. Senza un piano chiaro ed efficace i miglioramenti restano isolati e saltuari, con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini.
Leggi anche: Inquinamento nelle città campane: Acerra è la nuova “maglia nera”
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...