
E’ scattato il mandato di arresto internazionale da parte del procuratore della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e del suo ministro della difesa Yosiv Gallant per crimini contro l’umanità commessi nella Striscia di Gaza. Insieme ai due leaders israeliani il mandato è scattato anche per i leaders di Hamas, e in particolare per Yahya Sinwar e Mohammad Deif, capi dell’organizzazione nella Striscia. Le dichiarazioni indignate si sono susseguite da entrambe le parti.
Hamas ha dichiarato che questa decisione “equipara la vittima al carnefice”, alimentando solo il rischio di ulteriori morti civili. “L’ordine assurdo e falso del pubblico ministero dell’Aja non è diretto solo contro il Premier e il ministro della Difesa, ma è diretto contro l’intero Stato di Israele“: lo ha detto il premier israeliano Netanyahu, aggiungendo poi che nulla fermerà lui o Israele dal raggiungimento dei propri propositi. Anche le famiglie degli ostaggi hanno plaudito alla decisione dell’Aja di condannare i leaders di Hamas, alludendo alle oltre 120 persone ancora detenute.
Il provvedimento dell’Aja è stato seguito da forti reazioni internazionali, come quella del presidente americano Biden, che non ha esitato a ribadire la vicinanza degli USA alla causa israeliana, e alla forte indignazione per l’equiparazione tra Israele e Hamas. Anche il ministro degli Esteri italiano Tajani ha replicato con la stessa esatta formula.
Da ricordare tuttavia la composizione assolutamente autorevole dell’assemblea dell’Aja, formata da assoluti esperti di diritto internazionale e geopolitica, come ad esempiotra cui Sir Adrian Fulford, la baronessa Helena Kennedy, presidente dell’Istituto per i diritti umani dell’International Bar Association, Elizabeth Wilmshurst, ex vice consigliere giuridico presso il Foreign and Commonwealth Office del Regno Unito e Danny Friedman, che hanno giudicato palesi le responsabilità di Israele e la sproporzione assoluta della risposta militare, e soprattutto individuato le responsabilità di un governo dichiaratamente antipalestinese e antipacifista come quello di Benyamin Netanyahu.
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