
500mila manifestanti si sono riuniti nella piazza principale di Tel Aviv e hanno protestato contro il governo, dopo il ritrovamento a Gaza di altri 6 ostaggi uccisi. Una trentina sono i manifestanti arrestati e diversi sono i feriti, che chiedono le dimissioni del primo ministro israeliano, accusato di bloccare il rilascio degli ostaggi a Gaza. Gli israeliani chiedono al governo di raggiungere un accordo con Hamas di cessate il fuoco per garantire il rilascio degli ostaggi israeliani a Gaza. Il più grande sindacato israeliano ha indetto per oggi uno sciopero generale per esercitare ulteriore pressione sul governo.
Dopo 11 mesi di sofferenze e attesa, per i familiari dei prigionieri dai terroristi la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il recupero nella notte tra sabato e domenica dei corpi di cinque giovani, rapiti il 7 ottobre al rave party, e della maestra 40enne che tramite lo yoga dava sollievo ai bambini detenuti nei tunnel.
«Pensiamo davvero che il governo stia prendendo queste decisioni per la propria salvaguardia e non per la vita degli ostaggi. Dobbiamo dire loro “stop!”», ha detto Shlomit Hacohen, un residente di Tel Aviv. Ma le possibilità di un accordo per il cessate il fuoco rimangono legate alla questione chiave se Israele accetterà la fine della guerra senza raggiungere l’obiettivo dichiarato di distruggere Hamas.
Alcuni osservatori hanno messo in dubbio che il governo israeliano possa raggiungere questo obiettivo. Il canale televisivo egiziano Al-Qahera News ha dichiarato sabato che è stato raggiunto un consenso su molti punti controversi, ma non ha approfondito. Un alto funzionario israeliano, parlando a condizione di anonimato in un’intervista nel mese di maggio, ha minimizzato le prospettive di un cessate il fuoco. «In nessun caso accetteremo di porre fine alla guerra come parte di un accordo per la liberazione dei nostri rapiti», ha dichiarato ai media locali.
Oggi Israele si ferma per lo sciopero generale organizzato per spingere il primo ministro Netanyahu a trovare un accordo con Hamas per la liberazione dei prigionieri. Lo sciopero generale indetto dal potente sindacato Histardrut sta bloccando gran parte di Israele. Una protesta contro l’esecutivo e il premier lanciata dopo il ritrovamento dei corpi di altri sei ostaggi a Gaza. La denuncia del rabbino pacifista: la guerra è parte della “ideologia” dell’estrema destra ed elemento di “sopravvivenza” per il capo del governo.
Dopo le forti pressioni del governo, il Tribunale del lavoro ha ordinato la fine dello sciopero alle 14,30 locali, che era inizialmente previsto fino a domani, poi ridotto dal sindacato alle 18 di oggi.
Una grande manifestazione si è tenuta anche a Gerusalemme, dove i manifestanti hanno fermato il traffico e la polizia è intervenuta per sfollare le strade. L’autostrada 531 è stata bloccata al traffico e migliaia di manifestanti sono scesi in strada anche a Haifa e Beer Sheva. I manifestanti hanno portato in corteo finte bare con sopra le bandiere israeliane per dimostrare, come a Tel Aviv, il loro appoggio alle famiglie degli ostaggi uccisi.
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