
Le manipolazioni vertebrali rappresentano molto probabilmente uno dei metodi più antichi messi a punto dal mondo medico. Si tratta di tecniche di terapia manuale che, nel corso del tempo, tante professioni hanno utilizzato e che sono state oggetto di ricerche e studi approfonditi, tanto da essere ancora oggi considerate al centro di un dibattito scientifico circa la loro efficacia sul paziente.
Il Dottor Angelo Vella, fisioterapista, posturologo e osteopata con sede a Villa di Briano (CE), ha recentemente discusso con alcuni dei suoi pazienti, convinti dell’efficacia della terapia, che hanno deciso di ricorrere proprio alle manipolazioni vertebrali per risolvere alcuni fastidi del corpo, svelando i benefici ma anche i possibili effetti collaterali, sebbene molto rari. “Le tecniche adoperate possono differire a seconda del diverso ragionamento clinico, ma tutte quante hanno una loro efficacia terapeutica. Devo dire però che, per eseguirle correttamente, le manipolazioni vertebrali devono essere accompagnate da un’ottima capacità professionale del fisioterapista”, dice il Dott. Vella.

Le manipolazioni vertebrali sono tecniche passive. Ma cosa significa esattamente? Quando l’esperto tende ad iniziare la terapia, richiede la totale assenza di aiuto o contrazioni muscolari da parte del paziente. Assicuratosi del rispetto delle indicazioni, il fisioterapista dà il via alle manipolazioni, che vengono eseguite ad alta velocità e con limitata ampiezza di movimento, generando un crack udibile.
Le manipolazioni terapeutiche vengono selezionate come strumento di trattamento per diversi fini. I benefici che la tecnica può apportare sono: riduzione del dolore, indurre cambiamenti nell’attività neuromuscolare e indurre effetti a distanza in distretti correlati al sito della manipolazione.

La tecnica, dunque, si serve di un’azione manuale che è di natura biomeccanica visto sia l’impulso generato dal fisioterapista, che avviene dopo il posizionamento del rachide in determinate posizioni; sia il crack, che è il risultato della forza erogata sull’area da manipolare. Tuttavia, l’efficacia delle manipolazioni non può derivare solo ed esclusivamente dalle azioni biomeccaniche.
Tra l’altro, le manipolazioni sembrano avere diversi effetti: periferico, con cambiamenti nella risposta motoria e modulazione dei processi infiammatori locali; spinale, con l’attivazione dei primi processi di inibizione del dolore a livello del midollo spinale e sovraspinale, con l’attivazione di altri processi inibitori che riducono l’attivazione cerebrale di risposta al dolore.
È possibile avere delle ripercussioni negative dopo il trattamento ricevuto. La maggior parte di esse sono temporanee e moderate, come nel caso del dolore muscolare. Bisogna sottolineare, però, che questi effetti sono molto comuni e si possono riscontrare in ogni tecnica di terapia manuale.

Per maggiori informazioni consultare il sito https://dottorvella.it/ o prenotare direttamente un appuntamento chiamando al numero 08119184490 / 3319131003 (anche whatsapp).
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