
In relazione alla legge del Bilancio 2024, in base a quanto stabilito dalla seconda manovra targata governo Meloni, si potrà andare in pensione con 63 anni di età e 41 di contributi. Ci sarà anche un meccanismo di incentivi per rimanere al lavoro più a lungo. Ma non solo. Con tutta probabilità, ci saranno penalizzazioni per chi dovesse provare ad accorciare i tempi per il pensionamento.
Nel 2024 viene confermata Quota 103, che è una misura più limitata rispetto a quest’anno. Cambiano due cose: il tempo di attesa prima di avere l’assegno e poi l’importo dello stesso. In sintesi, come sottolineato da Il Sole 24 Ore, il numero di pensioni quota 103 “versione anno 2024” risentirà di un elemento oggettivo. L’incremento della durata delle finestre mobili: ora pari a 3 mesi per i lavoratori del comparto privato e a 6 mesi per quello del pubblico, diventeranno rispettivamente di 7 e 9 mesi.
Inoltre, ci sono altri due fattori che influiranno sull’utilizzo. Il primo è quello derivante dal calcolo dell’assegno con il metodo contributivo. A tale proposito, invece che con quello misto, con conseguente riduzione permanente dell’importo per la maggior parte dei pensionandi.
L’altro è che diventa competitiva l’uscita con la pensione anticipata ordinaria, che viene calcolata con il metodo misto e non sarà molto lontana da quota 103. Quest’ultima garantirà uno sconto di 4 mesi per le lavoratrici del comparto pubblico e di 6 mesi per quelle del privato.
Il requisito anagrafico cresce di cinque mesi per l’Ape sociale. Di conseguenza si riduce la platea potenziale rispetto al 2023, con adesioni stimate in 12.500 unità rispetto alle 16mila di quest’anno. I requisiti ordinari per accedere alla pensione di vecchiaia sono sia per i dipendenti e sia gli autonomi. Entrambi devono aver maturato 20 anni di contributi e 67 anni di età insieme alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente (non lavoro autonomo o parasubordinato).
La soglia di età sarà alzata da 63 anni a 63 anni e 5 mesi. Il numero di anni richiesti varia in base alla categoria di cui si fa parte. Chi ottiene l’Ape sociale potrà ricevere al massimo 1500 euro lordi a mese fino a quando non avrà raggiunto la pensione di vecchiaia, a 67 anni.
La pensione anticipata “Opzione donna” è una presentazione economica introdotta da Legge Maroni con la possibilità per le donne di andare in pensione prima, a patto di optare per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo. Al 31 dicembre 2023 bisogna avere sempre 35 anni di contribuzione effettiva. Questo significa che è esclusa la contribuzione figurativa della disoccupazione, della malattia e dell’infortunio, pari a settimane 1820 a condizione che siano raggiunti 61 anni. Inoltre, è stata confermata di un anno il requisito contributivo per ogni figlio per un massimo di due anni e le finestre mobili di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonomi.
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